L'Agcom fa quadrato su Calabrò: rilievi in linea con la Ue

DECRETO ROMANI

Dopo le accuse del viceministro Romani ("doveroso un confronto col Governo prima di prendere posizioni ufficiali"), l'Autorità ribadisce l'indipendenza del proprio ruolo, riaffermata "dalla lettera e dai principi della direttiva comunitaria in materia" di regolamentazione audiovisiva

di Davide Lombardi
“Apprezzamento per la relazione svolta dal Presidente Corrado Calabrò nella Commissione VIII del Senato e nella Commissione IX della Camera sullo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva europea Servizi media audiovisivi”. Ad affermarlo in una nota il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che rileva come le considerazioni espresse nei scorsi giorni dal Presidente Corrado Calabrò in merito al decreto Romani derivino "dalla lettera e dai principi della direttiva comunitaria in materia, che affermano l’indipendenza e la competenza delle Autorità regolatrici nazionali, e sono in linea, anche nei contenuti, con il quadro comunitario e nazionale al quale il Presidente e l’Agcom si sono sempre attenuti".

L’Agcom si stringe dunque attorno al suo Presidente e lo difende dagli "attacchi" del viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani. Il viceministro si era detto "rammaricato" dei rilievi mossi da Calabrò sul suo decreto: “Sarebbe stato doveroso un confronto col Governo prima di prendere una posizione ufficiale”, aveva detto il viceministro. Romani aveva anche respinto le osservazioni di Calabrò sulla normativa riguardante il Web, “che inopinatamente accostano l’intervento del Governo a regimi autoritari”.

 

04 Febbraio 2010