Tassa Bondi sui cellulari, l'appello del Pd a Bruxelles

EQUO COMPENSO

Il decreto è "in contrasto con la normativa comunitaria": gli europarlamentari Susta, Pittella, Sassoli e Berlinguer chiedono a Bruxelles di intervenire

di Davide Lombardi
Il decreto Bondi sull’equo compenso è in contrasto con la normativa europea. Lo dicono quattro europarlamentari Pd (Gianluca Susta, Gianni Pittella, David Sassoli e Luigi Berlinguer) che in un'interrogazione alla Commissione Ue chiedono l'intervento di Bruxelles dal momento che la normativa comunitaria sul diritto d'autore prevede "che il compenso debba essere applicato solo agli apparati che abbiano significative finalità di riproduzione di copie a fini privati e, quindi, non anche ai cellulari, ai pc senza masterizzatori, ai decoder che invece vengono assoggettati a tassazione".

Gli eurodeputati chiedono quindi alla Commissione di adottare "interventi, anche regolamentari, che favoriscano forme di remunerazione delle opere che da un lato garantiscano i legittimi diritti d'autore e dall'altro promuovano la massimizzazione dello sfruttamento delle stesse secondo le possibilità offerte dallo sviluppo tecnologico".

E' stato anche lanciato l'allarme sui freni all'innovazione e alla cultura che potrebbero derivare dal decreto che estende l'equo compenso (finora pagato solo per masterizzatori e supporti come cd e dvd) a tutti i dispositivi dotati di memoria: pc, cellulari, lettori mp3, decoder. "E' una misura che, tassando in maniera iniqua i prodotti dell'industria elettronica, limita la diffusione della cultura e blocca lo sviluppo degli strumenti digitali a danno dei consumatori italiani", denunciano i quattro eurodeputati.

05 Febbraio 2010