Il Dipartiment of Justice boccia il progetto GoogleBooks

EDITORIA DIGITALE

Nuovo stop all'accordo con gli editori Usa: rischio di monopolio e problemi sul copyright. Ora la società californiana attende la sentenza definitiva del 18 febbraio

di Davide Lombardi
Bocciato ancora una volta l’accordo di Google con gli editori Usa sull’editoria digitale. Secondo il parere non vincolante del Dipartment of Justice ci sono ancora grossi problemi legati al copyright e al rischio di monopolio nel settore. Google ora attende con fiducia il pronunciamento definitivo del giudice Denny Chin della corte distrettuale di New York, previsto per il 18 febbraio.

E’ una storia lunga, quella di Google Books: lanciato nel 2004, il servizio viene messo da parte un anno dopo per le accuse di violazioni al copyright. Nel 2008 la company di Eric Schmidt conclude un accordo da 125 milioni di dollari con Authors Guild, associazione di editori. In base all’accordo Google può acquisire diritti, anche se parziali, su testi di dominio pubblico non più pubblicati, così da renderli accessibili gratuitamente su Internet. Nell’intesa si parla di “opere orfane”, quelle i cui autori sono sconosciuti o introvabili, ma si presume non siano ancora di pubblico dominio. L’accordo viene bocciato, e Google lo riformula per poi ripresentarlo, lo scorso novembre, con modifiche che vengono giudicate “progressi”, non ancora sufficienti, però, per scongiurare il rischio di monopolio e (di nuovo) la violazione del copyright.

In particolare il Dipartment of Justice contesta che Google chieda la rinuncia formale, da parte degli autori, ai propri diritti in vista della digitalizzazione: la legge americana sul copyright sostiene al contrario che gli autori debbano approvare l'utilizzo delle opere. Anche l’accesso esclusivo di Google alle opere orfane - stimate in circa 5 milioni - viene criticato in quanto anticoncorrenziale.

 

05 Febbraio 2010