L'affondo di Alierta: "Google paghi l'accesso alle reti"

INTERNET

Il presidente di Telefonica contro i motori di ricerca: "Usano gratis le nostre infrastrutture, ma solo a noi spetta investire in fibra". Utenti in rivolta sul Web: "Si viola la net neutrality"

di Patrizia Licata
Una tassa per Google, Yahoo e Bing. Per la prima volta uno dei più importanti operatori del mondo, la multinazionale spagnola Telefonica, quinto colosso mondiale per clienti (264 milioni in Europa e America Latina, altri 300 milioni in Cina), parte “lancia in resta” - scrive La Stampa - contro tutti i motori di ricerca. A guidare la crociata, il presidente Cesar Alierta, che ha dichiarato: “Usano le nostre reti e non pagano un centesimo. Questa situazione cambierà”.

La polemica si è subito infiammata. Gli utenti non hanno lasciato passare inosservata la minaccia: su Twitter molti messaggi accusano Alierta di non tenere conto del principio della “neutralità della rete”. Concorda invece l’Etno, l’associazione europea dei colossi delle tlc: nel vertice di Siviglia di novembre il tema è già stato discusso “a porte chiuse”, secondo quanto rivelato da El Pais. “Tutti erano d’accordo sul fatto che Google approfitta della sua posizione di dominio per competere con vantaggio in altri mercati, come le tlc, software, cellulari, netbook e Gps”, si legge.

Don Cesar punta il dito proprio contro il gigante di Mountain View, che ha uno share del 75% nel mercato della web search e controlla il 70% della pubblicità online, che nel 2009 gli ha permesso di fatturare 16,9 miliardi di euro. Ma intanto, nota Alierta, sono gli operatori europei a doversi sobbarcare investimenti stimati intorno ai 300 miliardi di euro per stendere le nuove reti in fibra ottica per la banda larga - in parte anche per supportare l’aumento del traffico dovuto a Google e agli altri motori di ricerca.

“E’ evidente che i motori di ricerca utilizzano le nostre reti gratis, cosa che è una manna per loro e una disgrazia per noi”, ha dichiarato il presidente di Telefonica. “E’ altrettanto evidente che la non si può continuare così. Noi installiamo reti e servizi commerciali, facciamo tutto”. “Il traffico non lo genera Google ma i clienti di Telefonica e degli altri operatori che lo cliccano”, fa però notare il giurista Amandeu Abril, ex membro dell’Icann. Se Alierta bloccasse l’accesso a Google, “violerebbe l’articolo 3 della legge sulle Telecomunicazioni”, continua l’esperto. “E’ come se una utility facesse pagare un canone ai produttori di elettrodomestici per usare la rete elettrica”, ha detto ieri un blogger. O, con le parole del giurista Abril, “come se i gestori dell’autostrada facessero pagare un pedaggio più alto a chi viaggia per affari anziché per turismo”. 

09 Febbraio 2010