Spot in crisi, si "salva" Mediaset. In ascesa la pubblicità su Web

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Secondo i dati Nielsen il gruppo guidato da Berlusconi Jr limita all'8% il calo della raccolta pubblicitaria e rafforza il market share al 33%. Recuperano Sky e La7. In crescita Internet che ha convogliato investimenti pari a 585 mln (+5%)

di Patrizia Licata
Solo Mediaset sembra essere immune dalla crisi del mercato pubblicitario. Il gruppo televisivo che fa riferimento alla Fininvest della famiglia Berlusconi, secondo elaborazioni effettuate dal MF su dati di mercato diffusi da Nielsen Media Research, ha chiuso il 2009 con una raccolta pubblicitaria in calo limitato rispetto al resto del mercato (sceso del 13,4% a 8,5 miliardi) e ai principali concorrenti, a partire dalla Rai.

L’anno scorso i canali Mediaset hanno attirato 2,8 miliardi di investimenti in spot, l’8,4% in meno rispetto al 2008. Più che doppio (-17%) il calo della Rai, la cui raccolta è scesa a poco più di 1 miliardo. Crescono invece La7 (130 milioni raccolti) e Sky (+1%, 258 milioni raccolti), ma rappresentano ancora la nicchia del settore. Il risultato è che il peso di Mediaset sul mercato pubblicitario italiano si è rafforzato ulteriormente, fino a sfiorare il 64% del totale degli spot televisivi (4,36 miliardi) e il 33% degli investimenti complessivi realizzati sui media (era il 31% nel 2008).

Il grosso degli investimenti pubblicitari si dirige proprio verso la televisione: il peso degli spot in un anno è salito dal 49,3% al 51,2%. Per quanto riguarda gli altri mezzi di comunicazione (giornali e periodici, radio, Internet, cinema, ecc.), dai dati Nielsen emerge la forte sofferenza della carta stampata: i quotidiani hanno chiuso con un calo della raccolta pubblicitaria del 16,8% a poco più di 1,5 miliardi di euro e i periodici sono andati anche peggio, chiudendo il 2009 con una raccolta di 877,6 milioni (-28,7%).

Tra gli altri media si salva solo Internet che ha convogliato investimenti per 585 milioni (+5,1%). In difficoltà tutti gli altri media: la radio (-7,7%), le affissioni (-25,4%), la direct mail (-15,8%) e il cinema (-4,4%). In leggera crescita il business della cosiddetta televisione “out of home”, ossia i network che trasmettono in luoghi pubblici come stazioni e aeroporti (hanno raccolto 9,4 milioni, +0,2%).

Ma quali aziende investono ancora in pubblicità? La numero uno è la Ferrero, il gruppo dolciario piemontese, seguita da Wind e da molti altri operatori tlc che evidentemente credono ancora negli spot (Vodafone, Tim, Telecom, nell’ordine), insieme a gruppi di altri settori come Unilever, Barilla, Volkswagen, L’Oreal.

09 Febbraio 2010