La Cina dichiara guerra al gioco d'azzardo online

INTERNET

Giro di vite di Pechino su siti e fornitori di servizi bancari

di Federica Meta
Giro di vite di Pechino all’industria del gioco d’azzardo online. Il ministero della Pubblica sicurezza cinese ha diffuso una nota in cui si annuncia la nuova strategia.  “La campagna si concentrerà su indagini sui casi principali di gioco d'azzardo online, colpirà i gruppi nazionali e stranieri che lo organizzano e punirà severamente gli elementi criminali", si legge nel comunicato. Verranno colpiti anche i gestori di banche clandestine e piattaforme di terze parti che forniscono servizi bancari necessari al gioco .Come per il giro di vite sulla pornografia, saranno presi di mira anche gli operatori dei siti web.

L’indagine, che sarà condotta tra febbraio ed agosto, è stata approvata dalla Corte Suprema, dall'Ufficio della Propaganda, dalla Banca centrale e dal Ministero dell'Industria e dell'Informatica.
Il gioco d'azzardo – fatta eccezion per le due lotterie statali - è stato bandito in Cina nel 1949 dopo la vittoria della rivoluzione che ha portato all’avvento del comunismo. Nel 1997 il governo ha inserito una nuova norma nel codice penale che prevede la pena di morte per chi pratica il gioco d’azzardo.

La Cina sta spendendo energie e risorse nel controllo del Web e di tutte le sue propaggini. E' di ieri la notizia - riportata sul China daily - che nella provincia di Hubei, la polizia ha chiuso Black Hawk Safety Net, considerato la più grande centrale di hacker della nazione: tre le persone sono state arrestate e nove i servere sequestrati.
Scopo dichiarato di Black Hawk Safety Net era dare lezioni, sia gratis sia a pagamento, su come copiare illegalmente programmi, disseminare virus e soprattutto usare i classici trojan horse per controllare i computer altrui, rubare informazioni e quindi potenzialmente commettere delle frodi informatiche.
Il sito vendeva anche, o in alcuni casi regalava, i codici dei virus stessi: gli utenti erano incoraggiati a imparare a programmarne di nuovi.

Fin dal novembre scorso altri siti di hacker sono stati chiusi, a dimostrazione che il governo ha preso sul serio il problema hacker.

09 Febbraio 2010