Google nel mirino Ue: abuso di posizione dominante?

ANTITRUST

L'indagine scattata in seguito agli esposti di Microsoft e dei siti Ejustice e Foundem. Se verificata, l'accusa potrebbe costare all'azienda di Mountain View il 10% dei ricavi

di Davide Lombardi
Giornata nera per Google, che per la prima volta finisce ufficialmente nel mirino di un’autorità antitrust. La Commissione Antitrust dell’Ue ha aperto un’indagine preliminare nei confronti del colosso del search engine per capire se utilizzi pratiche anticoncorrenzali abusando della sua posizione dominante.

L’indagine è stata aperta in seguito alle cause depositate da Microsoft e altri due siti: Foundem, sito britannico di comparazione prezzi, e Ejustice, search engine francese dedicato a tematiche legali. Secondo le accuse Google penalizzerebbe i potenziali concorrenti nelle sue classifiche di ricerca, nascondendoli in fondo nella lista dei risultati, e sfrutterebbe il suo market share (in Europa circa del 90%) per tenere i prezzi del search advertising artificialmente alti, distorcendo la concorrenza.

L’indagine aperta non ha ancora carattere formale, ma obbliga Google a fornire tutte le informazioni richieste. I servizi antitrust esamineranno le risposte di Google, chiariranno se l’azienda viola le norme europee sulla concorrenza e infine decideranno se aprire un’indagine formale o archiviare il caso. Il rischio per Google, se le accuse si dovessero rivelare fondate, è di una multa fino al 10% dei suoi ricavi. Proprio come è accaduto per Intel e Microsoft, condannati per abuso di posizione dominante.

Google, per bocca della consulente in materia di concorrenza Julia Holtz, minimizza: "E' un genere di controlli da mettere in conto quando si è una società di grandi dimensioni". Poi si difende nel merito. ''L'algoritmo che utilizziamo per il motore di ricerca decide la graduatoria dei risultati in modo meccanico senza alcun intervento da parte nostra'', ha detto la Holtz.

24 Febbraio 2010