Google, anche Street View nel mirino della Privacy

EUROPA

Secondo i garanti europei le immagini del servizio rischiano di violare le norme sui dati personali. E chiedono all'azienda di dimezzarne i tempi di conservazione

di Davide Lombardi
Anche Street View, il servizio di Google che offre mappe "dal vivo", finisce nel mirino della Privacy. Ma stavolta a far scattare l'allarme è Articolo 29, il gruppo di lavoro sui dati personali composto dai garanti della Privacy dei Paesi Ue. In una lettera all'azienda californiana si chiede di dimezzare il periodo di conservazione delle immagini del servizio. Un anno di tempo è troppo, secondo gli "watchdog" della privacy, per mantenere sul sito immagini sensibili non "appannate".

In una lettera inviata al consigliere per la privacy del colosso del search engine, Peter Fleischer, i garanti dicono che "è sproporzionato conservare le immagini non oscurate per un anno", e chiedono a Google di dimezzare i tempi di conservazione portandoli a sei mesi. Anche il Commissario Ue alla giustizia Viviane Reding monitorerà la questione. "In Europa abbiamo alti standard per la protezione dei dati. Mi aspetto che tutte le compagnie agiscano seguendo le regole del gioco", ha detto la Reding. Google ha risposto in un comunicato sostenendo che conservare le immagini per un anno è cosa "legittima e motivata".

Intanto la Commissione Ue annuncia che vigilerà sull'evoluzione della sentenza del Tribunale di Milano. La Ue “segue da vicino il caso e ribadisce di appoggiare un Internet aperto che promuova lo scambio di informazioni e opinioni come elemento essenziale delle società democratiche”, ha detto il portavoce del Commissario al Mercato Interno Michel Barnier.

La Ue non entra per ora nel merito della vicenda, ma “esaminerebbe il caso” nel caso qualcuno dovesse sollevare la questione della compatibilità della decisione italiana con le leggi Ue. Barnier ribadisce poi come per la Ue Internet sia “una piattaforma unica di libertà di informazione ed espressione”.

26 Febbraio 2010