Ok al decreto Romani. Passa la versione soft

CONSIGLIO DEI MINISTRI

Siti tradizionali, blog, motori di ricerca, versioni online di quotidiani e riviste restano fuori dalle norme approvate

Siti Internet tradizionali, blog, motori di ricerca, versioni online di quotidiani e riviste restano fuori dalle nuove norme del cosiddetto decreto Romani su Internet e tv varato oggi in via definitiva dal Consiglio dei ministri.

“Il provvedimento, che recepisce in parte le indicazioni delle Commissioni parlamentari, reca importanti disposizioni adeguando la disciplina in materia di attività radiotelevisiva alle innovazioni tecnologiche intervenute nel settore”, ha detto il Ministro Claudio Scajola, sottolineando che “vengono introdotte regole comuni a tutti i servizi che diffondono immagini in movimento su qualunque piattaforma; norme europee che prevedono regole più flessibili in materia di pubblicità, comprendendo anche il cosiddetto ‘inserimento di prodotto’ (product placement) durante le trasmissioni televisive; disposizioni di rafforzamento della tutela dei
minori, soprattutto per quanto riguarda la qualità della programmazione quotidiana”.

Sul fronte dell'audiovisivo, tornano gli obblighi di programmazione di prodotto italiano ed europeo per tutti gli operatori (compresa la pay-tv), nonche' le quote di programmazione e di investimento previste per la Rai. Ecco le principali novita', cosi' sintetizzate in una nota dal ministero dello Sviluppo economico.

1) Internet - Viene chiarito a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla Direttiva, con un elenco dettagliato delle attivita' escluse (tra cui i siti Internet tradizionali, come i blog, i motori di ricerca, versioni elettroniche di quotidiani e riviste, giochi on line). E' stato specificato che il regime dell'autorizzazione generale per i servizi a richiesta (diversi dalla televisione tradizionale, con palinsesto predefinito) non comporta in alcun modo una valutazione preventiva sui contenuti diffusi, ma solo una necessità di mera individuazione del soggetto che la richiede con una semplice dichiarazione di inizio attivita'.

2) Produzione audiovisiva - Sono stati reintrodotti gli obblighi di programmazione per tutti gli operatori (compresa la pay-tv), nonche' le quote di programmazione e di investimento previsti per la Rai e l'accorciamento dei tempi per l'emanazione del regolamento nel cui ambito dovranno essere fissate le sottoquote in favore della cinematografia nazionale, non solo per quanto attiene agli obblighi di investimento, ma anche di programmazione.

3) Tutela dei minori - Vengono recepite anche condizioni che rafforzano la tutela dei minori, soprattutto per quanto riguarda
la pornografia, inequivocabilmente estesa a tutte le piattaforme di trasmissione.

4) Ordinamento automatico dei canali - Si semplifica e si omogeneizza il posizionamento dei canali televisivi sul telecomando. E' stata infatti prevista una sinergia tra l'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni (che predispone un 'piano di numerazione' con criteri di salvaguardia in favore dell'emittenza locale) e il ministero (che in sede operativa assegna i rispettivi numeri ai fornitori di contenuti televisivi), con potere di sospensione fino alla revoca dell'autorizzazione in caso di inosservanza. Si ritengono cosi'  superate le preoccupazioni espresse dall'emittenti locali in relazione ad una possibile scarsa visibilita' della propria programmazione nell'ordinamento automatico dei canali fornito all'utenza.

La replica del responsabile comunicazioni del Pd Paolo Gentiloni: "Ridotta la stretta su Internet, ma restano intatti i regali a Mediaset sull'affollamento pubblicitario e sui limiti antitrust dei programmi". L'ex ministro alle Comunicazioni del Governo Prodi ammonisce: "Escludere del tutto Internet da una direttiva televisiva sarebbe stato più chiaro e avrebbe evitato le incertezze interpretative che non mancheranno".

01 Marzo 2010