Google Books sbarca nelle biblioteche di Roma e Firenze

LIBRI DIGITALI

Il ministero dei Beni e Attività culturali ha firmato un accordo con il motore di ricerca per la digitalizzazione dei volumi storici pubblicati fino al XIX. Resca (Mibac): "Metteremo a disposizione del mondo il patrimonio culturale italiano"

di Federica Meta
Google Books fa il suo ingresso nelle biblioteche italiane. Il ministero dei Beni e Attività culturali e Google hanno firmato un accordo per la digitalizzazione di una parte dei volumi conservati nelle due biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Nello specifico l’operazione riguarderà i volumi storici pubblicati fino al XIX e, dunque, non coperti dal diritto d’autore.

“Si tratta di veri e propri capolavori – spiega il direttore generale Valorizzazione del Mibac, Mario Resca – che il ministero sente di dover mettere a disposizione di tutto il mondo per diffondere la lingua e la cultura italiana e fare in modo che chiunque sia interessato ai nostri capolavori possa avervi accesso, nel rispetto delle leggi sul diritto d'autore''.
A volere fortemente l’accordo con Google è stato proprio Resca – un passato da Ad in McDonald Italia – fin dai primi giorni della sua nomina, avvenuta nell’agosto 2009. ''Vediamo l'accordo con Google come un modo importante non solo per preservare e promuovere il ricco patrimonio culturale italiano – aveva detto allora - ma anche per promuovere l'immagine stessa del nostro Paese''.

Nel mondo sono già una trentina le biblioteche nazionali e universitarie che hanno raggiunto un accordo con Google Books. A fare da apripista quelle di Oxford e Harvard, seguite a ruota dalla “library” dell’università del Michigan e dalla New York Pubblic Library. In Europa pioniere della digitalizzazione targata Mountain View sono state la Biblioteca Nazionale Catalana, la Biblioteca pubblica bavarese e la biblioteca nazionale francese.

L’accordo Mibac-Google è stato siglato dal ministro ai Beni Culturali, Sandro Bondi, il presidente Global Sales Operations and Business Development di Google, Nikesh Arora.

10 Marzo 2010