Google, indagini Antitrust in Italia e negli Usa

Si fa alta la pressione sul motore di ricerca. Oltre all'istruttoria dell'Authority di Catricalà per possibile abuso di posizione dominante, anche i regolatori americani tengono d'occhio l'acquisizione di AdMob, società per la pubblicità mobile

di Roberta Chiti
Altri grattacapi in vista per Google. Non solo in Italia, ma anche a casa propria, negli Usa. “Benché contrariati da questa decisione, continueremo a collaborare costruttivamente con l'Autorità nella convinzione che le nostre attività rispettino le normative in vigore sulla competizione nel mercato” ha replicato l’azienda alla notizia che l'Antitrust italiano ha deciso di estendere a Google Ireland Limited l'istruttoria per possibile abuso di posizione dominante riguardo le condizioni imposte in Italia agli editori dei siti web nei contratti di intermediazione per la raccolta pubblicitaria online.

L'Antitrust ha deciso di estendere l'istruttoria per possibile abuso di posizione dominante, avviata nei confronti di Google l'estate scorsa, alle condizioni imposte in Italia agli editori dei siti web nei contratti di intermediazione per la raccolta pubblicitaria online.

Ma anche l’Antitrust Usa tiene d’occhio il business pubblicità del motore di ricerca. In particolare i regolatori stanno mettendo insieme le prove che potrebbero portare a un’azione antitrust riguardo all’acquisizione, per 750 milioni di dollari, di AdMob, società per l’advertising online.

L’intensificazione delle indagini Usa danno l’esatto segno del crescente disagio regolatorio di fronte all’espansione del motore di ricerca nella pubblicità su Internet. E' di 18 mesi fa la minaccia di uno stop da parte del dipartimento Usa di Giustizia al ventilato patto Google-Yahoo sul search advertising.

Di fatto la pubblicità nel mobile, anche grazie al boom delle mobile applications, desta molte preoccupazioni ai controllori della concorrenza. L’acquisizione di AdMob potrebbe portare a un eccesso di concentrazione di potere, ma le misurazioni non sono agevoli. Secondo Idc, Google e AdMob potrebbero coprire circa il 21% del business mondiale della pubblicità online. Secondo Ground Truth, la sola AdMob copre il 61% della pubblicità online nel mercato Usa.

L'inchiesta italiana si concentra invece su AdSense, programma di affiliazione attraverso il quale i proprietari di siti Internet possono vendere spazi pubblicitari utilizzando Google come intermediario. In base al contratto standard, denominato "Termini e Condizioni Generali del programma AdsenseTM Online di Google", acquisito dagli uffici Antitrust in sede ispettiva, gli utenti del programma AdSense ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione; Google non assume alcun obbligo di comunicare come tale quota sia calcolata; i pagamenti sono calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google; Google può inoltre modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e/o dei pagamenti a sua esclusiva discrezione.

In sostanza, sottolinea l'Antitrust, il contratto standard di AdSense (stipulato con la società Google Ireland Limited alla quale l`Antitrust ha esteso l`istruttoria) prevede che l`editore riceva come corrispettivo una somma di denaro che rappresenta una quota dei ricavi realizzati da Google per gli annunci pubblicitari visualizzati sulle proprietà dell`editore in questione. Nei contratti conclusi dagli editori per l`affiliazione al programma AdSense la percentuale di 'revenue-sharing' ad essi spettante è tuttavia definita senza che Google fornisca alle controparti elementi utili a verificare la determinazione dei corrispettivi effettivamente percepiti.

Per l'Authority presieduta da Catricalà "le condizioni contrattuali fissate da Google non consentono agli editori di siti web affiliati di conoscere in maniera chiara, dettagliata e verificabile elementi rilevanti per la determinazione dei corrispettivi loro spettanti. L`assenza di trasparenza e verificabilità su informazioni necessarie per valutare l`attività di intermediazione svolta in concreto da Google - dice l'Autorità - incide significativamente su aspetti rilevanti dell`attività commerciale e imprenditoriale degli editori che aderiscono al programma AdSense, ostacolando, ad esempio, la pianificazione dello sviluppo e del miglioramento dei propri siti web nonché l'apprezzamento della convenienza di eventuali altre offerte provenienti da intermediari concorrenti".

12 Marzo 2010