Par condicio, annullato lo stop alle tv private

TV E ELEZIONI

L'Autorithy per le Comunicazioni annulla le disposizioni dopo che il Tar ha accolto il ricorso di Sky e Telecom Italia Media contro il divieto sui dibattiti politici prima delle elezioni. Zavoli: "La Rai riveda le regole"

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dopo la sospensione del Tar, annulla le disposizioni sulla par condicio e invita la Rai a rivedere a sua volta le norme.

Immediata la reazione del presidente della commissione di vigilanza Rai, Sergio Zavoli, che ha chiesto che l'azienda torni immediatamente a trasmettere i talk show senza i politici. Il cda Rai si riunirà lunedì prossimo per decidere in merito alla questione.

In mattinata il Tar del Lazio aveva accolto la richiesta di sospensiva presentata da Sky Italia e da Telecom Italia Media relativa alla delibera sulla par condicio nel talk show durante il periodo della campagna elettorale, fissando l'udienza di merito per la discussione del ricorso al 6 maggio.

Secondo il Tar le censure avanzate contro la delibera impugnata non erano sprovviste di profili di fondatezza del ricorso. Il tribunale amministrativo ha inoltre respinto la richiesta di sospensiva presentata da Federconsumatori contro il regolamento approvato dalla commissione di vigilanza Rai su par condicio.

Soddisfazione era stata espressa in casa Sky. ''La decisione del Tar di oggi - aveva dichiarato l’emittente in una nota - ristabilisce il principio della libertà di espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla Costituzione italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai cittadini di questo paese il loro diritto ad un'informazione libera ed indipendente''.

Accogliendo la richiesta di sospensiva di Sky e Ti Media, il Tar aveva di fatto bloccato l'articolo del regolamento dell'Agcom con cui si chiedeva una normativa tanto stringente sui talk show da portare al loro stop nell'ultimo mese di campagna elettorale.

Ecco l'articolo: si tratta del numero 6, comma 2 del regolamento Agcom per le Regionali 2010: ''Nel periodo di vigenza della presente delibera, tenuto conto del servizio di interesse generale dell'attività di informazione radiotelevisiva, i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto informativo, riconducibili alla responsabilita' di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi di legge, si conformano con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo, dell'imparzialita', dell'indipendenza, dell'obiettivita' e dell'apertura alle diverse forze politiche, nonche' al fine di garantire l'osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio della parita' di trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche individuate ai sensi dell'art. 2, comma 1, del presente regolamento''.

L'articolo 2 al comma 1 disciplina la definizione e quindi la presenza dei soggetti politici nelle Tribune politiche: di fatto i programmi di approfondimento vengono equiparati alle regole delle tribune.

12 Marzo 2010