Cartelloni pubblicitari verso la rivoluzione digitale

TECNOLOGIE

Telecamere e sensori di riconoscimento permetteranno di inviare messaggi ad hoc a seconda dei passanti. La tecnologia sviluppata dalla nipponica Nec

di Antonello Salerno
Cartelloni pubblicitari digitali che sono in grado di riconoscere se hanno davanti a sé un teenager o un ultrasettantenne, e che in relazione a questo trasmetteranno messaggi sull’ultimo videogame piuttosto che sull’adesivo per dentiere. E’ – al netto del luogo comune usato per la semplificazione - l’ultimo ritrovato della tecnologia pubblicitaria, profeticamente apparso già qualche anno nel film “Minority report”, interpretato da Tom Cruise.

Il sistema funziona grazie a una piccola telecamera che è in grado di stabilire in pochi istanti l’età e il sesso delle persone che passano davanti al cartellone digitale, grazie al sistema di riconoscimento del viso “Next Generation Digital Signage Solution”, per offrire ai consumatori prodotti che possano essere appetibili e adatti alla loro fascia d’età.

La tecnologia, sviluppata dall’azienda elettronica giapponese Nec, metterà gli inserzionisti nella possibilità di sviluppare campagne più mirate e adeguate ai consumatori, anche se permangono perplessità sul versante della privacy, che l’azienda ritiene inconsistenti dal momento che viene ovviamente garantito l’anonimato delle persone e che le immagini non vengono memorizzate.

La sperimentazione è già in corso nei più grandi centri commerciali del Giappone, e richiama alla memoria la scena del film di Steven Spielberg in cui John Anderton, il personaggio interpretato da Tom Cruise, cammina in un centro commerciale futuristico, dove sui cartelloni appaiono scritte che si rivolgono direttamente a lui.

Gli ingegneri della Nec assicurano che più a lungo una persona si ferma in un’area che sia alla portata della microcamera installata nei cartelloni, più le informazioni raccolte sul suo conto sono accurate e i messaggi personalizzati. Secondo i produttori questi nuovi ritrovati saranno particolarmente adatti per gli inserzionisti in luoghi pubblici come gli aeroporti o i centri commerciali, e la reazione dei passanti metterà le aziende nella condizione di “tarare” sempre meglio i messaggi pubblicitari.

La Nec - si legge sulla notizia da poco pubblicata dal quotidiano britannico Telegraph - ha intenzione di esportare questa tecnologia negli Stati Uniti alla fine dell’anno per poi, se otterrà successo, pianificare una strategia di espansione nel resto del mondo.

15 Marzo 2010