La battaglia Google-Cina mette a rischio numerosi business

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La prospettiva di un ritiro del gigante avrebbe impatto negativo sul business dell'advertising online ma anche su quello delle mappe e della musica. Analysys: "Non sarebbe solo Google a perdere"

di Margherita Amore
La Cina senza Google. Una prospettiva che appare sempre più concreta e che avrebbe numerose conseguenze.
Le mappe stradali gratuite, per esempio, potrebbero improvvisamente sparire dai cellulari cinesi. I negozi di e-commerce si vedrebbero privati di un prezioso canale di comunicazione pubblicitaria e  Top100.cn, un servizio di musica online che ha contribuito a contenere la galoppante pirateria, rischia di scomparire.

Secondo alcuni analisti la prospettiva di un ritiro del gigante internet sarebbe quindi negativa per il mercato del Dragone. "Non sarebbe solo Google a perdere, sarebbero tutti a perdere", afferma Edward Yu, presidente della società di ricerche Analysys International di Pechino.
Senza contare che in questo modo si favorirebbe l’avanzata di Baidu, il primo e più importante motore di ricerca cinese, che aumenterebbe ulteriormente la sua quota di mercato e vedrebbe venire meno un forte incentivo a migliorare e innovare. Resta da capire se Pechino consentirebbe a Google di tenere in piedi altre operazioni, come le società di pubblicità e un'azienda di telefonia aperta recentemente.

Da ieri i media cinesi sono tornati a riferire di un imminente abbandono del colosso di Mountain View, che avrebbe nuovamente smesso di censurare i contenuti imposti dalle autorità locali. Un portavoce della società, Scott Rubin, ha smentito questa circostanza, senza però confermare se Google.cn si appresti a chiudere o meno.
Senza dubbio resta un forte attrito tra le autorità locali e il gruppo, dopo che ad inizio anno Google aveva apertamente sfidato le misure censorie imposte da Pechino.

16 Marzo 2010