News online a pagamento? Un terzo dei lettori dice di sì

EDITORIA

Il micropagamento la formula preferita secondo un sondaggio Nielsen sul futuro dell'informazione

di Davide Lombardi
Le news online. Il modello "free" funzionerà ancora a lungo? Il futuro sarà dei siti aggregatori? E la crisi dei giornali cartacei come potrà essere arginata? Tema caldo su cui pesano le prese di posizione di due grandi editori come Murdoch e De Benedetti: il giornalismo di qualità, dicono, va pagato. E il New York Times ha annunciato che dal 2011 farà pagare la versione Web.
Ma i lettori cosa ne pensano?

Nielsen ne ha interpellati 27mila in tutto il mondo lo scorso autunno. Il 58% afferma di essere contrario all’idea di pagare le notizie online. Il 34%, un terzo degli intervistati, dice che potrebbe considerare l’idea, e l’8% ha già pagato per l’abbonamento a quotidiani online. Sono più propensi a mettere le mani al portafoglio gli utenti dell’America Latina (40%), gli europei sono nella media (32%), mentre in Nord America sembrano meno orientati a farlo (27%).

In ogni caso, per le riviste si paga più volentieri (39%) che per i quotidiani (34%). I più propensi a pagare sono i giovani sotto i 35 anni di età, che hanno più dimestichezza con la Rete. I favorevoli al pagamento pongono però dei paletti: le notizie, per meritare di essere pagate, devono rispettare due criteri precisi. Devono permettere il libero utilizzo e la condivisione una volta scaricate, e devono eliminare la pubblicità (lo dice il 64% degli intervistati). Altro dato interessante, la modalità di pagamento. Il 52% preferisce le transazioni individuali con micro-pagamenti all’abbonamento full service.

17 Marzo 2010