L'allarme dei sindacati europei: "La pirateria uccide l'industria creativa"

AUDIOVISIVO EUROPA

Il mercato europeo dell'audiovisivo ha perso nel 2008 10 miliardi di ricavi

di Davide Lombardi
Le industrie creative europee hanno perso 9,9 miliardi di ricavi e 186.400 posti di lavoro nel 2008 a causa della pirateria, soprattutto quella digitale. E’ l’allarme lanciato oggi a Bruxelles dai sindacati europei delle industrie creative. Anche in Italia gli effetti della pirateria si sono fatti sentire: le industrie produttrici di film, musica, serie tv e software hanno perso, nel 2008 1,4 miliardi di ricavi e 22.400 posti di lavoro.

E la pirateria digitale è destinata a crescere ulteriormente, aggravando così la crisi del settore. Due gli scenari possibili secondo uno studio di Tera Consultans. Se la pirateria digitale dovesse crescere proporzionalmente al traffico del file sharing, le perdite nel 2015 salirebbero a quota 32 miliardi di euro per quanto riguarda i ricavi, mentre i posti di lavoro in meno sarebbero 611.300.

Più fosco un secondo scenario ipotizzato, secondo cui la crescita della pirateria segue la tendenza globale di aumento del traffico IP europeo: in questo caso, nel 2015, la perdita sarà di 56 miliardi di euro, e 1milione e 200mila i posti di lavoro tagliati.

“Serve un intervento efficace e costante per fermare questo scempio”, ha detto Agnete Haaland, presidente dell’associazione sindacale che raccoglie i lavoratori dell’audiovisivo (Fia). William Maunier, presidente di Uni-Mei, la sigla che raccoglie i lavoratori del settore media e entertainment, punta il dito sull’educazione. “Spesso i giovani passano musica e film ai loro amici senza capire che stanno condividendo illegalmente un file coperto dai diritti d’autore - ha detto Maunier -: bisogna educarli”.

“Forte preoccupazione” è stata espressa dalle associazioni confindustriali (Afi, Fimi e Pmi) e sindacali (Slc, Cgil e Sai) del settore musicale, che hanno anche “richiesto un forte intervento di contrasto ad un fenomeno che rischia di distruggere il settore creativo”.

17 Marzo 2010