Caso Innocenzi, Agcom apre l'istruttoria

INTERCETTAZIONI

L'Autorità ha chiesto al Comitato etico di esprimere il suo parere sul commissario che verrà ascoltato in vista del pronunciamento

di Davide Lombardi
Il consiglio di Agcom ha deciso di chiedere al comitato etico interno una valutazione del caso Innocenzi. "Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presieduto da Corrado Calabrò - è scritto in una nota dell'organismo di garanzia - ha deliberato, all'unanimità, di chiedere al Comitato etico di esprimere il suo avviso in relazione alle notizie su alcune intercettazioni telefoniche, effettuate nell'ambito di un'indagine giudiziaria condotta dalla procura della Repubblica di Trani, che riporterebbero brani di conversazioni tenute, tra gli altri, da un componente dell'Autorità. Il Comitato etico si pronunzierà dopo aver audito l'interessato". "Il Comitato etico - conclude la nota - è composto dagli ex presidenti della Corte Costituzionale Riccardo Chieppa e Franco Bile, nonché dal presidente aggiunto del Consiglio di Stato Pasquale de Lise".

Nel corso della riunione del Consiglio - assente Innocenzi - è stato deciso di fare chiarezza sulla vicenda, anche a garanzia del commissario coinvolto e alla luce del clamore giornalistico che ha investito la rispettabilità stessa dell'organismo di garanzia.

La raccolta di dichiarazioni e intercettazioni di questi giorni è stata trasmessa al Comitato etico, chiamato a esprimere un parere, ma l'ultima parola spetta comunque al Consiglio dell'Agcom che decide sulle eventuali iniziative da intraprendere.

“Il punto è che noi non formuliamo nessun giudizio su Innocenzi”, ha detto il commissario Stefano Mannoni, specificando che “si è deciso di investire il Comitato etico, ma con un perimetro limitato alla valutazione delle notizie di stampa e del loro impatto sull’immagine dei commissari”.

Intanto il caso passa sui tavoli europei. L'eurodeputato dell'Idv ed ex magistrato Luigi De Magistris ha depositato oggi un'interrogazione scritta alla Commissione europea in merito alle ingerenze del premier Berlusconi nell'autonomia dell'Agcom.
L'europarlamentare chiede alla Commissione se non ritenga, nel caso in cui tali informazioni risultassero veritiere, "che la gravissima ingerenza del Premier italiano abbia minato l'indipendenza e l'autonomia dell'Agcom, violando i principi sanciti dalla nuova direttiva sui servizi audiovisivi senza frontiere (2007/65/CE) e più specificatamente dall'art.30".

Nell'interrogazione l'eurodeputato ricorda che l'Agcom, istituita dalla legge 249 del 31 luglio 1997, è "un'autorità indipendente con il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare libertà fondamentali dei cittadini, tra cui il pluralismo sociale, politico ed economico nel settore della radiotelevisione. Indipendenza e autonomia - sottolinea De Magistris -sono quindi gli elementi caratterizzanti la sua l'attività per la quale risponde direttamente al Parlamento".

18 Marzo 2010