Le tv pubbliche alla Ue: licenza unica per il copyright online

DIRITTO D'AUTORE

Troppo costosa, secondo la European broadcaster union, la gestione dei diritti per la riproduzione dei contenuti su Internet

di Patrizia Licata
Troppe regole, complicate e costose: le emittenti pubbliche del Vecchio continente, riunite nella European broadcasters union, fanno pressione sull’esecutivo Ue perché semplifichi i sistemi di gestione dei diritti d’autore sui contenuti online, in particolare per quanto riguarda il live stream e il video on demand su Internet.

Attualmente il copyright su questo tipo di trasmissioni è regolato da 27 accordi separati (tanti quanti sono i Paesi della Ue), che devono tenere conto dei diritti dei diversi player in gioco (musicisti, registi, attori). Secondo un’emittente europea, ottenere i diritti per riprodurre online l’intero materiale in archivio richiederebbe il lavoro di 800 persone per tre anni.

“Il pubblico dell’Ue vuole che i nostri contenuti siano disponibili anche sulle nuove piattaforme media, ma gli attuali criteri per la gestione del copyright non prevedono norme adatte a rendere il sistema di autorizzazioni online rapido e efficiente”, afferma Ingrid Deltenre, direttore generale della European broadcasters union (Ebu). “Questa situazione crea costi amministrativi non necessari che vanno contro l’interesse dei detentori del copyright, dei creatori di contenuti e dei consumatori”.

L’associazione fa notare che la televisione via cavo può avere accesso a audience di Paesi diversi con sistemi di licensing collettivi obbligatori. L’Ebu chiede che tali licenze siano estese ai contenuti digitali come le televisioni online.

La richiesta dei broadcaster di un sistema semplificato per ottenere l'autorizzazione a riprodurre su Internet materiale protetto da copyright fa parte di una più vasta iniziativa di lobby che a Bruxelles diverse aziende stanno conducendo per essere sicure che la spinta dell’Ue a portare la banda larga a tutti i cittadini produca vantaggi anche al loro business. Nel settore della musica, la Commissione europea sta già pensando di fondere tutti i sistemi di autorizzazione alla riproduzione in un singolo “negozio”: se così fosse, le varie società di collecting nazionali, che gestiscono i diritti dei contenuti online, dovranno integrare i loro sistemi.

L’ipotesi è osteggiata dalle società di collecting, ma fortemente voluta dall’esecutivo Ue: all’inizio del suo turno di presidenza la Spagna ha sottolineato che tra le sue priorità ci sono la diffusione di Internet ultraveloce e la gestione dei diritti digitali. La frammentazione delle regole sulla gestione dei diritti d’autore, infatti, ostacola il pieno sviluppo del commercio online nel nostro continente. Il tema sarà al centro del prossimo incontro, a Madrid a maggio, dei 27 ministri delle telecomunicazioni europei.

18 Marzo 2010