Rai, la concessione si riduce da dodici a dieci anni

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Il sottosegretario Giacomelli: "Contratto di servizio di cinque anni e non più di tre. Nella prima metà di aprile la consultazione pubblica, per la prima volta aperta a stakeholder pubblici e privati"

di A.S.

Una nuova concessione decennale per la Rai, con un contratto di servizio che abbia scadenza di cinque anni e non più di tre. E' l'idea illustrata da Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni, durante l'audizione in commissione Lavori pubblici del Senato. La concessione che scadrà il 6 maggio era di 12 anni, mentre prima era di 20. Il passaggio alla durata decennale ricalca quello che succede nel Regno Unito con la Bbc.

"Il parlamento ha già approvato la riforma del canone, e il Governo ha approvato le linee guida sulla riforma Rai. Ora siamo nella fase che conclude questo iter, con il concorso di Governo e Parlamento che arriverà al varo della nuova concessione, che il governo immagina decennale. È sembrato un periodo più congruo - sottolinea Giacomelli - ed è in questa ottica che va letta la riforma del contratto di servizio ogni 5 anni, che diventa affinamento e verifica".

L'attuale concessione scade il 6 maggio: in vista del rinnovo sarà avviata entro la prima metà di aprile, annuncia Giacomelli, un'ampia consultazione pubblica sulla ridefinizione dei compiti del servizio pubblico che coinvolgerà in una prima fase oltre 60 associazioni e organizzazioni e poi, attraverso una serie di quesiti online, tutti i cittadini. "Dapprima ci sarà un confronto diretto con i principali stakeholders pubblici e privati - spiega il sottosegretario - attraverso tavoli tematici che consentano l'approfondimento dei singoli aspetti e il contributo dei diversi mondi e realtà che interagiscono con la sostanza del servizio pubblico: turismo, moda, digitale, cultura, scuola, tutti coinvolti a pieno titolo nel dibattito. Si tratta di oltre 60 associazioni e organizzazioni".

Entro la prima metà di aprile saranno convocati i tavoli tematici, ognuno affidato a un coordinatore: "Da questo confronto - spiega Giacomelli - emergeranno e verranno affinati anche quesiti che verranno sottoposti a consultazione pubblica online sul sito del Governo, con la consulenza tecnica dell'Istat, per circa 45 giorni. Sosterremo questa consultazione pubblica con l'informazione e la dovuta valorizzazione. Al termine di questo percorso, attorno alla fine di maggio, ci sarà l'analisi degli esiti della consultazione e la predisposizione, su proposta del ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il dicastero dell'Economia, di uno schema di concessione. Con delibera del consiglio dei ministri, verrà trasmesso al Parlamento perché esprime il suo parere. Poi sarà messo a punto lo schema definitivo dell'atto di concessione, che sarà approvato con delibera del consiglio dei ministri, ragionevolmente prima della pausa estiva o se vi fosse bisogno di un confronto più ampio, alla ripresa dopo l'estate". A quel punto scatterà "il periodo di sei mesi previsto per realizzare lo schema di contratto di servizio".

L'iter per arrivare alla nuova concessione decennale, così, potrebbe richiedere più tempo rispetto alla scadenza di quella che sta per concludersi, il 6 maggio. Per questo motivo il Governo, consapevole del fatto che "siano necessarie alcune settimane in più", sta valutando la possibilità di una proroga: "Sono in corso approfondimenti - spiega Giacomelli - per valutare se la scadenza del 6 maggio sia da considerare termine perentorio o meno: se si arriverà alla conclusione - come sembra - che si tratti di un termine perentorio, entro quella data provvederemo con norma ad assicurare la necessaria continuità fino al varo della nuova concessione". "Tra la possibilità di stringere tutto nei tempi brevi di alcune settimane e quella di approfondire per dare respiro al confronto e piena opportunità a tutti di entrare nel dibattito, la presidenza del Consiglio ha scelto questa seconda strada - conclude il sottosegretario - il dibattito sul rinnovo del servizio pubblico è un'occasione per tutto il Paese".

©RIPRODUZIONE RISERVATA 15 Marzo 2016

TAG: Giacomelli, Rai, Senato, concessione, Contratto di servizio, Tv, televisione

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