La Spagna ha la sua Hadopi. Zapatero dice sì alla legge anti-download

IL GOVERNO ZAPATERO

La legge di economia sostenibile prevede il blocco dei siti che ospitano illegalmente file coperti da copyright

di Federica Meta
Nessun passo indietro di Zapatero sulla questione del download illegale. Il governo spagnolo ha approvato oggi il disegno di legge - legge Economia Sostenibile (Les) - che regolamenta il download da Internet e sanziona i siti Web che ospitano illegalmente file di film e musica protetti da copyright.

Secondo fonti governatitve, citate dal El Pais, il testo approvato non è stato modificato nemmeno nella parte che prevede l’intervento del giudice per bloccare i siti “criminali” segnalati dalla Commissione per la proprietà intellettuale, l’organismo preposto al monitoraggio dei portali.

Ora la palla passa al Parlamento che dovrebbe votare il provvedimento entro giugno, salvo gli emendamenti che possono essere presentati dai deputati.

Dopo l’approvazione sarà varato il regolamento sul metodo di selezione dei componenti della Commissione per la proprietà intellettuale che farà capo al ministero della Cultira, guidato da Ángeles González-Sinde, il ministro che più di tutti ha spinto per l’approvazione della Les.

Il testo approvato è stato passato al vaglio degli organi consultivi: il Consiglio Generale Giudiziario, il Procuratore generale, la Commissione del mercato delle telecomunicazioni e il Consiglio di Stato.

L’approvazione dell’esecutivo di Zapatero fa seguito alla sentenza del 16 marzo con cui il Tribunale di Barcellona ha "assolto" il peer-to-peer. "Le reti P2P, in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non feriscono alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale", si legge nella sentenza.

Contro la Les si è levata la più importanti associazione di consumatori, la Facua, che ha lanciato una campagna per convincere il governo a cambiare la sua politica sul download. Nel manifesto l’associazione denuncia “il ministero della Cultura che ha promosso una strategia di criminalizzazione di Internet”.

"Basta insultare milioni di persone chiamandoli, definendoli criminali, solo perché condividono cultura – precisa la Facua –. Chiediamo che il governo ascolti anche le necessità dei ciitadini e non solo quelle dell’industria”.

19 Marzo 2010