La Francia approva la legge antipirateria

P2P

Chi la dura la vince, è proprio il caso di dirlo. Nonostante la lunga battaglia degli oppositori la linea dura voluta dal presidente francese Nicola Sarkozy contro chi scarica files, musica o video in Rete prosegue il suo iter verso l’approvazione definitiva. Giovedì, infatti, la legge che stacca Internet ai "pirati informatici" è passata all’Assemblea nazionale.

Così ora resta solo il vaglio della commissione di deputati e senatori e poi il varo definitivo. In sintesi la legge che vieta Internet a chi fa P2P prevede che sia il provider che fornisce il servizio a richiamare l’utente che violi il copyright scaricando file dalla Rete, inviando in cao contrario due avvertimenti. Il primo via mail, il secondo via raccomandata.
Nel caso in cui l’utente “perseveri” nella violazione è prevista l’interruzione coatta della linea internet per un periodo che va dai due ai dodici mesi.

A niente, dunque, sembra siano valse le bocciature della legge da parte dell'Unione Europea cui Sarkozy come presidente aveva sottoposto lo stesso testo per l’approvazione. In più la legge contro il P2p non sarenne in linea neanche con il Parlamento europeo che ha da poco fatto sapere di volere che l’accesso ad Internet diventi un «diritto fondamentale».
In questo senso, poi, lo stesso Consiglio costituzionale francese si deve ancora pronunciare sulla costituzionalità della legge.

Pare comunque che al governo di Nicolas Sarkozy tutto questo non interessi né pare abbia ascoltato la mobilitazione dell’opinione pubblica soprattutto in riferimento alla implicita violazione della Privacy che la legge ammetterebbe.

In Francia ad opporsi alla “dottrina Sarkozy” è stato il Partito Socialista all’opposizione che nella legge ha visto delle ricadute sugli utenti non direttamente coinvolti nella questione. Insomma, se è vero che nella maggior parte dei casi un pc non è ad uso esclusivo di un solo proprietario, quando il provider stacca la spina il danno ricade necessariamente anche sugli altri utenti, dicono i socialsti.

Tutto questo senza considerare che alla presentazione della legge erano stati proprio gli stessi provider internet ad opporvisi. 
E non solo. Vanno considerati anche i costi non minimi di questa operazione, che stando alle dichiarazioni del ministro della cultura Christine Albanel si aggirerebbero intorno ai 70 milioni di euro.

Per ora, però, nonostante tutti questi ostacoli Sarkozy continua per la sua strada e ha già previsto la nascita di un'Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti di Internet, l'Hadopi cui sarà affidata l’intera riuscita della lotta al downolad e che monitorerà l’attuazione delle regole previste dalla dottrina.

Così mentre nel mondo cresce l'opposizione alla lotta alla pirateria informatica in nome della regolamentazione della Rete e delle sue potenzialità, la Francia rischia di innescare l’effetto domino, come nel caso degli editori italiani che si sono già detti favorevole a copiare la legge francese.

03 Aprile 2009