Brin: "Obama intervenga contro la censura"

LO SCONTRO GOOGLE-CINA

Il fondatore di Google chiede alla Casa Bianca un'azione concreta: "Esportiamo servizi e informazioni, se Pechino ce lo vieta la questione diventa di natura commerciale"

di Federica Meta
Il governo Usa prenda una posizione netta sulla questione della censura Internet in Cina. A chiederlo Sergey Brin, uno dei fondatori di Google, in un'intervista al Guardian. "Obama deve intervenire perchè la censura sul Web è strettamente connessa alla libertà commerciale - ha precisato -. Noi esportiamo servizi e informazioni. E se la Cina ci impedisce di essere competitivi, bloccando il nostro sito, allora la censura diventa anche un blocco commerciale".

In un'intervista al Wall Street Jounrnal, invece, Brin ha sottolineato che "gli attacchi informatici che hanno colpito Google in Cina sono stati goccia che ha fatto traboccare il vaso''.

Brin, ex cittadino sovietico emigrato con i genitori negli Usa all'età di 6 anni, spiega che la Cina gli ricorda l'Urss, e di esserne diventato consapevole dopo le Olimpiadi del 2008 a Pechino, quando le autorità cinesi hanno ricominciato a censurare pesantemente il Web. Brin cita anche alcun suoi ricordi sovietici, con perquisizioni a casa da parte della polizia oltre ad atti di
antisemitismo nei confronti di suo padre.

''La Cina ha fatto grossi progressi nella lotta contro la povertà e altre cose dello stesso tipo - riconosce il cofondatore di Google, aggiungendo però che ''in alcuni aspetti della loro politica, in particolare per quanto riguarda la censura e la sorveglianza dei dissidenti, vedo le stesse caratteristiche di totalitarismo (dell'Urss), e la cosa mi turba assai''.

Gli attacchi informatici cinesi hanno provocato un dibattito molto acceso in seno al colosso di Mountain View, con il Ceo
Eric Schmidt desideroso di rimanere in Cina per premere dall'interno, ma Brin  - e si presume anche l'altro cofondatore
Larry Page - convinti del contrario.

25 Marzo 2010