Poche sale per il 3D in Italia, e i film devono darsi il cambio

CINEMA

Solo 460 le strutture attrezzate per la visione tridimensionale. L'offerta di impianti da parte delle aziende produttrici scarseggia a fronte di una crescente domanda

di Davide Lombardi
In Italia sono solo 460 le sale cinematografiche per la visione in 3D. Troppo poche, per i tanti film che stanno uscendo e i tanti spettatori sempre più attratti dal tridimensionale. E così "Alice in Woderland", dopo aver incassato 26 milioni di euro in tre settimane, è costretta a lasciare le sale, scalzata dal cartoon 3D “Dragon Trainer”: due film in contemporanea sono troppi per le poche sale italiane. Ed anche “Dragon Times” fra due settimane sarà sostituito da “Scontro tra titani” della Warner Bros, che a sua volta dovrà lasciare il posto a “Oceani” della Eagle Pictures.

E si andrà avanti così, di sostituzione in sostituzione, finché non aumenterà il numero delle sale attrezzate per la visione tridimensionale. Il problema, spiega Milano Finanza, non è tanto l’investimento necessario per acquistare gli impianti (70-80mila euro per sala) quanto la disponibilità degli impianti stessi. La domanda di impianti 3D è molto elevata in tutto il mondo, e i produttori non riescono a soddisfarla. Mentre i film si susseguono uno dietro l’altro, il numero delle sale aumenta molto lentamente.

Il problema non è soltanto italiano. Se nel Belpaese le sale attrezzate per la visione in 3D sono solo 460, anche gli Usa non stanno poi tanto meglio: le sale sono solo 4mila. 
 

30 Marzo 2010