Anche Yahoo! nel mirino cinese? Bloccate le email di giornalisti

SECURITY

Il commento della web-company: "Cyber-attacchi da condannare indipendentemente dalla loro origine e dall'obiettivo"

di Patrizia Licata
Nuovi guai per un'azienda dei media occidentale attiva in Cina. Dopo gli attacchi hacker contro gli account Gmail di decine di attivisti per i diritti umani, sembra che le nuove vittime siano alcuni giornalisti (almeno tre) e un analista attivi in Cina e le loro caselle di posta Yahoo. L’Associated Press ha riportato che gli account sono diventati inaccessibili nelle ultime settimane; i quattro utenti hanno ricevuto dei messaggi che avvisavano che Yahoo aveva "individuato un problema sulla loro casella" e chiedeva di contattare l’azienda. Quest’ultima avrebbe risposto a una delle quattro “vittime” che l’account era stato colpito da un attacco hacker.

Tuttavia una portavoce ai quartier generali di Sunnyvale, California, ha rifiutato di confermare o smentire le notizie dell’Agenzia di stampa. “Yahoo condanna tutti i cyber-attacchi indipendentemente dalla loro origine e dal loro obiettivo. Il nostro impegno è quello di proteggere la sicurezza e la privacy degli utenti e siamo sempre pronti ad agire nel modo più appropriato nel caso di intrusione nei nostri sistemi”, si legge nel comunicato ufficiale di Yahoo.

Conferme a parte, la notizia dell’Ap è l’ennesimo segnale dei problemi causati dalla severa censura che agisce sul mercato dell'informazione cinese. E’ già noto il braccio di ferro tra Google e Pechino iniziato a gennaio, quando il motore di ricerca americano, vittima di una serie di cyber-attacchi, ha deciso di non voler più sottostare a controlli e restrizioni sui suoi risultati.

Allora Google aveva detto di possedere prove che dimostravano che gli account Gmail di decine di attivisti per i diritti umani connessi con la Cina erano regolarmente spiati da terzi, per lo più via phishing o malware installatI sui computer. 
L’azienda si è anche lamentata della crescente restrizione della libertà di parola sul web, che ha colpito Google e YouTube ma anche i social network. Google ha poi in parte ritrattato, ma sembra che le relazioni tra Pechino e i media occidentali continuino ad essere piuttosto turbolente.

01 Aprile 2010