iPad, boom di vendite, 300 mila tablet in un giorno

APPLE

Successo sul mercato Usa per la nuova creatura di Steve Jobs. Un milione le applicazioni scaricate. Il gadget entusiasma anche gli analisti, ma, a sorpresa, il suo futuro potrebbe essere legato più al mondo del video che a quello dell'editoria

di Patrizia Licata
Oltre 300 mila iPad venduti negli Stati Uniti solo nel primo giorno di lancio, il 3 aprile, più di un milione di applicazioni per iPad scaricate da App Store e più di 250 mila ebook trasferiti dagli utenti dall’iBookstore Apple al loro nuovo device nel primo giorno: i dati ufficiali parlano di un gioiello tecnologico che ha convinto senza dubbi il mercato. L’analista Gene Munster di Piper Jaffray stima addirittura che gli esemplari venduti possano essere 600-700 mila, includendo i preordini iniziati due settimane fa e le vendite proseguite nel corso del fine settimana (i negozi sono rimasti aperti anche a Pasqua, negli States).

La risposta positiva del mercato spinge gli esperti a rivedere al rialzo le stime. Munster è convinto che le previsioni iniziali per 900 mila iPad venduti entro il mese di giugno e 2,7 milioni di pezzi entro il 2010 siano adesso conservative. Altri analisti esperti del business della Mela forniscono previsioni di vendite sensibilmente superiori: Toni Sacconaghi di Bernstein pensa a 5 milioni di iPad entro il 2010, mentre Katy Huberty di Morgan Stanley arriva a ipotizzare 6 milioni di unità vendute quest’anno. E ciò nonostante una fascia di prezzo non certo accessibile: nella versione più economica l'iPad costa 500 dollari; in quella più potente e capace di sfruttare la connessione telefonica 3G, che arriverà sul mercato più in là, si sfiorano i mille dollari.

“E’ una sensazione grandiosa aver portato ai consumatori l’iPad: è un prodotto che cambierà le regole del gioco”, ha commentato il Ceo Steve Jobs. “Gli utenti dell’iPad, in media, hanno scaricato più di 3 applicazioni e quasi un libro a poche ore dall’acquisto del loro iPad”.

Secondo la società di analisi App Shopper, l’App Store contiene 3.275 applicazioni per iPad. Certo, ancora niente rispetto alle quasi 180.000 per l’iPhone, ma occorre considerare che circa l’80% delle applicazioni per iPad è a pagamento e ha un prezzo medio di 4,99 dollari. Secondo Mobclix i giochi rappresentano quasi un terzo di tutte le applicazioni per iPad, tuttavia in questi primissimi giorni gli utenti hanno scaricato soprattutto applicazioni per la produttività, tra quelle a pagamento, e, tra quelle gratis, l’applicazione per Apple iBooks, poi quella per Abc Player, Netflix e il giornale USA Today versione per iPad.

Sono dati che sembrano indicare che il successo dell’iPad è strettamente legato al mondo dell’editoria (libri e giornali). La stessa Amazon ha sviluppato un programma per acquistare e leggere tutti i testi della sua biblioteca digitale (450 mila, contro i 60 mila di Apple), portando di fatto Kindle sull'iPad, mentre quotidiani e riviste si affrettano a mettere a disposizione versioni digitali fatte su misura per il nuovo gioiello Apple. L’attrattiva dell'iPad, a differenza dei precedenti lettori digitali come Kindle, è la possibilità di metterci i giornali in formato completo, pubblicità inclusa. Anche se la maggioranza dei quotidiani e magazine scaricati su iPad vengono acquistati attraverso la libreria digitale iTunes, sempre gestita da Apple, che trattiene il 30% delle entrate, nonché una mole di informazioni su chi sono i lettori (dati appetibili per la pubblicità).

Ma non tutte le versioni per iPad dei giornali hanno riscosso lo stesso successo fra i lettori. Come abbiamo visto, per ora il piazzamento migliore spetta a Usa Today, con un programma semplice ma ben disegnato per leggere il sito web sul tablet Apple; poco innovativo, ma gratuito, offre quasi tutti i contenuti del quotidiano. Una scelta di notizie è invece quello che arriva dal New York Times, ma il software è più maturo e ottimizzato in collaborazione con gli esperti di Steve Jobs, che a San Francisco, il 27 gennaio, mostrò proprio la versione del quotidiano newyorchese per iPad (anche se mancano alcune delle caratteristiche hitech che allora avevano entusiasmato i presenti). Stroncato dai primi utenti, invece, il Wall Street Journal: l'applicazione è gratuita, come quelle dei concorrenti, ma per leggere il giornale bisogna sottoscrivere un abbonamento mensile da 18 dollari.

Anche per questo, la vera frontiera dell’iPad appare piuttosto il video. “Più pesante rispetto a un telefonino, troppo largo per la tasca della giacca (a differenza di Kindle), l'iPad però è un peso piuma rispetto a un computer portatile e regala le emozioni di una sala cinematografica: la qualità delle immagini è un punto di forza”, scrive Repubblica. Il consumo dei video è uno dei fattori su cui Apple punta per agganciare il pubblico giovanile, già pronto ad abbandonare lo schermo della tv.

“Dalla presentazione dell'iPad alla sua distribuzione sono passati poco più di due mesi, e in questo tempo il tablet di Apple sembra aver già cambiato impercettibilmente destinazione d'uso”, concorda La Stampa. “All'inizio è stato visto e analizzato in relazione al mondo dell'editoria, in concorrenza con Kindle di Amazon e i lettori di eBook, oggi pare che sul nuovo gadget scommettano molto le reti tv. La Cbs ha lanciato un'applicazione per portare su iPad film e programmi tv, e presto arriverà Hulu, che trasmette via web e su abbonamento i programmi di diverse reti. Dall'Apple Store è scaricabile anche Yahoo! Entertainment, con cui esplorare contenuti di intrattenimento, programmi tv, video, notizie”.

La vera scommessa di Steve Jobs è dunque creare un bisogno nuovo. La tecnologia c’è; occorrerà vedere se Apple continuerà a stimolare la giusta risposta di mercato e saprà creare modelli di business flessibili e capaci di evolversi con gli utenti, garantendo a chi paga convenienza e facilità d'uso.

06 Aprile 2010