Guerra Mediaset-Sky. Ora il fronte è sul calcio

PAY TV

Lo scontro sul digitale terrestre si sposta sui diritti sportivi. L'azienda italiana chiede l'arbitrato alla Camera di commercio di Parigi

di Roberta Chiti
Nuovo capitolo della guerra Mediaset-Sky. Dopo la richiesta alla Ue avanzata dalla tv satellitare per poter entrare nel mercato del digitale terrestre anticipatamente rispetto ai vincoli imposti nel 2002, ora l'azienda che fa capo al premier contrattacca sui diritti dei prossimi Mondiali di calcio del Sudafrica. 

L'azienda di Cologno Monzese punta infatti a trasmettere il torneo sulla pay tv. Dopo aver incassato il no di Sky a una trattativa commerciale si è rivolta alla Camera di commercio internazionale di Parigi per affidare la controversia a un arbitrato.
La decisione di Mediaset di scendere in campo matura a fine novembre. Ai primi di dicembre Cologno Monzese bussa alla porta di Viale Mazzini, ma la Rai risponde di aver ceduto i diritti a pagamento dei Mondiali a Sky, nell'ambito dell'accordo di scambio del 2008 con i diritti delle Olimpiadi 2010 e 2012. A quel punto Mediaset scrive a Sky: il 23 febbraio arriva il no di Murdoch alla cessione dei diritti pay per il digitale terrestre. No comment a Sky. A quanto si apprende, comunque, non risulterebbe mai pervenuta alcuna offerta economica da Cologno Monzese per l'acquisto dei diritti dei Mondiali per il digitale terrestre pay.

Mediaset spera che l'arbitrato imponga a Sky di cederle i diritti richiesti, pena la violazione degli impegni presi con Bruxelles (che impedirebbero a Murdoch di mantenere in esclusiva diritti per piattaforme che non esercita). In subordine, pero', spiegano ancora dall'azienda, l'arbitrato potrebbe riconoscere a Mediaset un risarcimento danni legati ai mancati introiti che sarebbero stati resi possibili da un arricchimento dell'offerta. Anche perche' nel frattempo - si fa notare - Sky ha iniziato una nuova campagna pubblicitaria incentrata proprio sulla possibilita' di vedere 'tutti i Mondiali' esclusivamente sulla piattaforma satellitare.
Alla Rai, in ogni caso, spetta il diritto di prima scelta: e' Viale Mazzini a decidere, a parte gli incontri degli azzurri, quale partita trasmettere giorno per giorno.

Resta caldo, intanto, anche il fronte del possibile sbarco anticipato di Sky sul digitale terrestre, tema sul quale si attende per meta' aprile la pronuncia della Commissione Ue. In un editoriale oggi il Financial Times sottolinea che la scelta di Bruxelles rappresentera' un vero e proprio 'test' sulla credibilita' europea, visti anche i 'trucchi' che il governo italiano starebbe mettendo in campo per incidere sulle decisioni comunitarie. Se dal Pd Michele Meta chiede che l'esecutivo svolga 'il ruolo di arbitro con maggiore responsabilita' e attenzione', il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani replica smentendo 'categoricamente l'intenzione di agire ignorando le indicazioni della Commissione europea' e ribadendo che il recente incontro con il commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia 'e' stato volto a significare la posizione del governo e le preoccupazioni del mercato radiotelevisivo, nazionale e locale, su una decisione, sollecitata dalle pressioni di un unico operatore statunitense monopolista del mercato satellitare e della pay tv, che rischia di sconvolgere il mercato del digitale terrestre'.

08 Aprile 2010