Crociata tedesca anti-Facebook: no alla cessione dei dati a terzi

SOCIAL NETWORK

Cambiano le impostazioni per la privacy sul sito di social networking e le associazioni dei consumatori tedesche insorgono, forti dell'appoggio del ministro Ilse Aigner

di Patrizia Licata
Associazioni dei consumatori tedesche contro Facebook e la cessione dei dati personali a terzi che il noto sito di social networking sta per rendere effettiva con le sue nuove impostazioni di privacy. A capeggiare la rivolta, la federazione Vzbz (organismo-ombrello che riunisce 42 associazioni in difesa dei consumatori), che chiede agli utenti di non usare più Facebook a meno che il sito non faccia marcia indietro sulle modifiche annunciate. “Se la protezione dei vostri dati personali vi sta a cuore, vi consigliamo di opporvi e scegliere un altro operatore. Ditelo anche ai vostri amici”, raccomanda la Vzbz.

Ma qual è il pomo della discordia? Facebook ha recentemente delineato una serie di modifiche alle impostazioni di privacy, che dovrebbero entrare in vigore nelle prossime settimane e che includono la condivisione “occasionale” delle informazioni degli utenti con terzi. Sarà possibile localizzare automaticamente il navigatore e viene stabilita una lista di siti terzi pre-approvati da Facebook, che potranno ottenere in automatico informazioni molto dettagliate sugli utenti: data di nascita, dispositivo utilizzato per l'accesso, browser, posizione, pagine visualizzate. Le revisioni sono state annunciate di recente dal deputy counsel di Facebook Michael Richter in un post sul blog ufficiale del sito, che ha parlato anche di una serie di modifiche che verranno apportate allo Statement of rights and responsibilities dell’azienda. Molti cambiamenti sono stati inseriti in vista del lancio di nuove funzionalità che saranno annunciate alla conferenza F8 in programma per il 21 aprile.

Ma i paladini dei consumatori tedeschi insorgono su questa invasione della privacy, forti anche dell’appoggio del ministro per la Tutela dei consumatori, Ilse Aigner (già alla guida della campagna contro gli occhi indiscreti di Google Steet View), che ha scritto una lettera aperta al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, minacciando di cancellare il suo account dal social network come forma di protesta. Secondo Vzbz, ogni volta che Facebook passa le informazioni a terzi dovrebbe chiedere il permesso agli utenti (400 milioni nel mondo) con una ben visibile icona "opt-in"; al contrario, Facebook cederà le informazioni automaticamente e se l’utente vuole proteggere la riservatezza dei suoi dati deve scegliere volontariamente il bottone "opt-out", che però non è facile trovare. "La responsabilità di rispettare la protezione dei dati spetta all’operatore, non deve occuparsene il consumatore”, ammonisce il gruppo.

08 Aprile 2010