Romani contrattacca il Financial Times: "Vengano qui prima di scrivere"

MEDIASET CONTRO SKY

In una lettera al quotidiano britannico il viceministro alle Comunicazioni risponde alle critiche: "Mistificata la realtà italiana". E sulle pressioni anti-Sky del governo presentano un'interrogazione i senatori Vita e Zanda

di Federica Meta
Non basta la smentita a parole, ora il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, risponde con una lettera al Financial Times che aveva accusato il governo italiano di boicottare in sede europea l'ingresso sulla piattaforma digitale a pagamento di Sky.

“Con nessun mezzo si impedirà a Sky di entrare nel mercato del digitale terrestre nel 2012, sia nel caso voglia acquistare delle frequenze o società, sia nel caso voglia prendere in gestione dei canali – scrive -. Non sorprende più di tanto che la richiesta presentata da Sky Italia alla Commissione europea per poter sottoporre una offerta per le frequenze del digitale, offra una ghiotta occasione per scatenare l'ira e il biasimo di quanti nutrono un'innata avversione per l'attuale governo”.

Romani definisce pertanto “prevedibili” le interpretazioni secondo cui il governo italiano si muoverebbe “a nome di Mediaset per escludere dall'entrata nel mercato della tv digitale un concorrente scomodo”. Romani contesta anche l'interpretazione secondo cui potrebbe “ignorare il via libera della Commissione Europea considerandolo 'irrilevante’, dimostrando così un atteggiamento di sfida nei confronti delle regole e delle leggi dell'Ue”.

“Sfortunatamente ancora una volta la realtà italiana è stata grossolanamente mistificata, mescolando pregiudizio con la propaganda proveniente dalla stampa nazionale (italiana, ndr) che si schiera con l'opposizione, sempre più ansiosa di risollevare la questione del conflitto di interessi – aggiunge -. Ma è ora di fare chiarezza. Prima di tutto ho rispettosamente espresso al Commissario europeo, Joaquìn Almunia, le mie perplessità riguardo all'influenza sul mercato di un'impresa che detiene il monopolio sul satellite e sulla Pay Tv e che è anche un importante acquirente di contenuti”.

Perplessità, precisa Romani, che sembrano essere condivise anche “dagli operatori attivi nel digitale terrestre e che hanno risposto negativamente al test di mercato della Commissione”. Dopo aver ribadito che il governo italiano non bloccherà in nessun modo l'ingresso di Sky nel mercato del digitale terrestre nel 2012, il viceministro sottolinea come sia “facile intuire che un numero di importanti operatori sarà ben lieto di sviluppare legami con Sky in un mercato molto maturo”.

Allo stesso tempo, però, la risoluzione europea, pur pensata “per aprire la strada ai nuovi concorrenti”, invece di rivitalizzare il mercato dei media, rischia di favorire un unico “monopolista mondiale”. Da ultimo - spiega Romani – “il Governo italiano ha dimostrato di rispettare le regole europee più dei suoi predecessori». Con Bruxelles, rivendica, «è stata definitivamente risolta” e “negoziata con successo” la violazione di procedura che riguardava Europa 7 e che “era stata ereditata dal Governo di centro sinistra”.  “Piuttosto che giudicare male Roma - conclude - sarebbe meglio venire qui per capire”.

15 Aprile 2010