Mannoni (Agcom): nessun dogma sul telecomando digitale

DTT

Il commissario dell'Authority: ipotesi alternative solo sulla base degli elementi concreti che verranno presentati nel corso delle audizioni

di Federica Meta
Elementi concreti. Ecco cosa servirà ad Agcom per orientarsi su "ipotesi alternative", nel corso della consultazione pubblica, riguardo alla numerazione automatica dei canali. Lo precisa il commissario Agcom, Stefano Mannoni, in merito alla gestione della questione Lcn. "Sull'ordinamento automatico dei canali sul telecomando per la tv digitale terrestre l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni non ha adottato decisioni, non ha formulato dogmi, ma ha sottoposto al mercato un'ipotesi - precisa Mannoni, che insieme a Roberto Napoli è relatore dello schema -. Tale ipotesi dovrà essere vagliata alla luce della consultazione pubblica nella quale ci aspettiamo che vengano presentati elementi concreti per suffragare ipotesi alternative". 

La precisazione arriva mentre il mondo dell'emittenza locale è in subbuglio, soprattutto in alcune regioni, dove le tv radicate sul territorio temono di perdere posizioni di privilegio acquisite negli anni e in particolare di essere "espulse" dai primi numeri del telecomando.

Lo schema Agcom prevede che i numeri da 1 a 9 vengano riservati ai canali generalisti tradizionali, da 10 a 19 alle emittenti locali ex analogiche di particolare valore e radicamento sul territorio. "Poiché la legge indica come criterio quello del rispetto delle preferenze e delle abitudini dei telespettatori - sottolinea Mannoni - l'Autorità valuterà senza alcun preconcetto tutti gli elementi che le verranno sottoposti nel corso della consultazione da parte degli operatori. In sintesi, il nostro atteggiamento è di apertura, pur avendo a cuore l'esigenza di decidere con rapidità e nel rispetto degli interessi del sistema".

22 Aprile 2010