Asstel: bene l'ordinanza su TI. Ma ora ripensiamo il copyright

PIRATERIA

Secondo l'associazione di Confindustria SI "la decisione del Tribunale di Roma ribadisce il fondamentale principio di esenzione di responsabilità del provider in quanto mero trasportatore"

di Margherita Amore
Assotelecomunicazioni-Asstel, l'associazione nazionale delle imprese di Tlc di Csit, ha accolto con soddisfazione l’ordinanza del Tribunale Civile di Roma, in merito al ricorso della Fapav (Federazione antipirateria audiovisiva) contro Telecom Italia.

Secondo Asstel "viene così ribadito il fondamentale principio di esenzione di responsabilità del provider in quanto mero trasportatore, rispetto all'uso che dei servizi fanno gli utenti, coerentemente con il diritto nazionale e comunitario. Il fatto che downloading e streaming non autorizzati di contenuti protetti dal diritto d'autore siano illeciti nell'ordinamento italiano è stabilito dalla legge e non è certo stato oggetto di innovazione nell'ordinanza del giudice Izzo, che si è correttamente limitata - sul punto - a riportare il diritto vigente".

Asstel ha poi sottolineato che "questo risultato è sicuramente un primo passo importante per impostare su basi corrette i necessari approfondimenti in tema di diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica, di valorizzazione di mercato delle opere dell'ingegno con l'elaborazione di offerte legali attraenti per gli utenti e di strumenti di tutela dell'attività creativa veramente efficaci. Obiettivi che dovrebbero essere condivisi da tutti gli attori della filiera dei contenuti digitali per uno sviluppo sostenibile e procompetitivo del mercato online".

La Fapav chiedeva il blocco da parte di Telecom dell'accesso ai siti usati per la riproduzione illecita dei film, ma i giudici hanno rigettato la richiesta stabilendo che il ruolo dei provider nella tutela del diritto d'autore è solo ed esclusivamente quello di cooperare con l'Autorità competente. L’ordinanza ha accolto solo in minima parte la domanda di Fapav, imponendo a Telecom Italia di inviare alla Procura della Repubblica e al Ministero delle Comunicazioni le informazioni di violazione del diritto d’autore ricevute da Fapav il 23 maggio 2009. La notizia di reato, di cui Telecom Italia avrebbe dovuto informare le Autorità, non poteva, secondo Asstel, essere conosciuta dal provider, a meno di intromettersi nelle comunicazioni private degli utenti. Per questo motivo l’ordinanza ha rigettato la richiesta che Telecom agisse di propria iniziativa a tutela del diritto d’autore per il solo sospetto di violazione da parte di utenti non identificati né identificabili, a meno di violare palesemente la normativa a tutela della privacy.

23 Aprile 2010