Sky scende in campo sul digitale terrestre. E si scalda il fronte frequenze

LA GUERRA DELLE TV

La Commissione Ue si prepara al via libera a News Corp che potrà entrare nel Dtt (ma in chiaro fino al 2012). Intanto le emittenti locali si preparano a dar battaglia al nuovo piano di Agcom

di Roberta Chiti
Sky entra in campo sul digitale terrestre contro Mediaset e Rai. La Commissione Ue, riporta oggi Milano Finanza, ha deciso che la tv di proprietà di News Corp. di Rupert Murdoch, potrà sbarcare sulla piattaforma terrestre già dal prossimo anno e non dal 2012, come inizialmente previsto.

Ma le condizioni a cui potrà farlo avrà comunque ricadute sul valore delle frequenze già utilizzate e dunque gli assetti televisivi italiani: Sky dovrà infatti trasmettere in chiaro, per un periodo di 3-5 anni, sui multiplex che potrà ottenere alla prossima gara del ministero delle Comunicazioni. Ma per offrire pay-tv la tv di Murdoch dovrà affittare o acquistare multiplex.

Perciò, osserva Milano Finanza, “se Mediaset, Rai e Telecom Italia avranno prestissimo una grande rivale da fronteggiare, godranno comunque dell'aumento del valore dei multiplex in loro possesso e che Sky non ha”.

Il “caso Sky” potrebbe accendere, a cascata, altri rivolgimenti nel panorama italiano tv. In dirittura d’arrivo un varo tempestoso per il nuovo Piano nazionale delle frequenze per l’elaborazione del quale Agcom sta attuando consultazioni con gli operatori.

L’identikit cui sta prendendo forma il piano (identifica le frequenze assegnabili dal ministero delle Comunicazioni alle reti nazionali e locali) sta già scatenando le associazioni di emittenti che temono di vedersi sottrarre frequenze. Il modello “ingegneristico” adottato si prefigura molto diverso da quello - tavolo fra operatori - utilizzato per l’assegnazione di spettro in Sardegna o nel Lazio. Ed è un modello che potrebbe riderre gli asset su cui è stata costruito il business di molte società. "La realizzazione di reti nazionali in tecnica K-SFN (in contrasto con quanto la stessa Agcom ha fin qui detto e scritto), toglie alle televisioni locali un numero consistente di frequenze, peraltro le migliori, per incrementare le coperture di reti nazionali inesistenti o che addirittura non esisteranno mai” scrive Frt in una nota.

Sul fronte Sky polemiche tra il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani e il programma Ballarò. “Nell'incontro con il commissario Almunia mi sono fatto portatore delle preoccupazioni del Governo, ma soprattutto del mercato, di
tutti gli operatori, per le conseguenze dannose che l'ingresso di un operatore cosi' forte avrebbe proprio sul pluralismo e la concorrenza" ha spiegato Romani in una nota rispondendo a una ricostruzione condotta dalla trasmissione Rai. Romani afferma che tutti gli operatori sono stati “consultati attraverso un market test, al quale ha partecipato anche la Rai, che, a quanto mi risulta, si è dichiarata nettamente contraria alla richiesta di Sky”.

28 Aprile 2010