Carol Bartz: "Siamo noi il centro del web"

YAHOO!

"Internet non è solo Google e Facebook", sottolinea il Ceo di Yahoo! che a Londra ha illustrato le strategie future. Applicazioni mobili e pubblicità mirate le armi in campo. La sfida parte dall'Europa

di Patrizia Licata
Yahoo! alla conquista della leadership della rete con le armi della personalizzazione e della localizzazione. L’agguerrita Ceo di Yahoo!, Carol Bartz, ha illustrato a Londra il futuro della società che guida dal gennaio del 2009. Il messaggio è chiaro: Internet non è solo Google o Facebook. Un’affermazione che suona ovvia in America o in Asia, dove Yahoo!
 è molto forte, ma un po’ meno nel Vecchio continente. Ecco allora che nei piani della Bartz c'è anche il progetto di puntare un po' di più l'attenzione sull’utenza europea.


“Non siamo per forza in competizione con Google”, ha chiarito la Bartz. “Siamo due società diverse, anche se una parte dei nostri business coincide, in particolare quella relativa ai motori di ricerca. Ma Google realizza il 99% dei ricavi con un unico prodotto: l'advertising pubblicitario legato alla ricerca. Noi invece produciamo la metà dei ricavi dalla ricerca e l'altra metà dal display advertising, nel quale siamo i leader di mercato”, ha spiegato la Bartz.
 Ancora: “Noi siamo una media company e insieme un operatore tecnologico. A differenza di Google siamo un grande portale personalizzabile ma anche il più grande fornitore di email del mondo visto che dai nostri indirizzi vengono spediti ogni mese 100 miliardi di email”. Insomma: “Nella Silicon Valley c'è posto per tutti e le cose possono cambiare molto rapidamente. Non siamo fuori dai giochi”.


E per rientrare in gioco Yahoo! ricomincia dai campi europei. Anche la scelta della capitale britannica per la conferenza stampa lo dimostra.
”L'Europa è un mercato chiave per noi”, ha spiegato la Bartz, “siamo molto ottimisti sul futuro”. Degli oltre 600 milioni di utenti Yahoo!, 77 provengono dal Vecchio continente. “Noi serviamo 10 miliardi d'impressioni pubblicitarie al giorno, 500 milioni solo in Europa. Qui siamo al primo o al secondo posto con i servizi Mail, News, Sport, Finance, Answers e Flickr. E prevediamo di mantenere se non guadagnare queste quote”.

Un obiettivo che il portale pensa di raggiungere fornendo una homepage completamente rinnovata, che si adatti automaticamente alle esigenze dell'utente e si trasformi nella porta principale di accesso per milioni di navigatori verso notizie, servizi e intrattenimento ritagliati automaticamente sui loro gusti e sulla loro localizzazione geografica. L'homepage ridisegnata farà la sua comparsa prima in America e Europa occidentale, poi verrà il turno dei paesi dell'Est europeo, quindi prenderà il via l'espansione in Medio Oriente (anche grazie all'acquisizione di Maktoob) e in Africa.
"Ormai le persone sono abituate ad andare su siti diversi per esigenze diverse", ha spiegato la Bartz. "Si usa Google per le ricerche, Facebook per incontrare gli amici e così via. Yahoo! vuole diventare il centro di tutto questo".

L’obiettivo è “Combinare il mondo delle persone e il resto del mondo su Internet”, ha sintetizzato la Ceo. “Ognuno di noi ha interessi diversi.
 In base ai criteri di ricerca noi di Yahoo! vogliamo portare all'utente quello che c'è su Internet e che potrebbe interessargli”. Un nuovo tipo di “esperienza” che combina interfaccia, contenuti pubblicitari e dati in modo da personalizzare quanto più possibile “l'evento” Internet.

Spazio dunque anche ai messaggi pubblicitari altamente mirati. La Bartz immagina un futuro in cui "le pubblicità saranno interessanti quanto i contenuti”, anche se a questo si arriverà “solo tra alcuni anni". Nel presente, la manager vede comunque un rimbalzo del mercato pubblicitario che, ha aggiunto Rich Riley, responsabile di Yahoo! per Europa, Africa e Medioriente, nel prossimo anno potrebbe crescere ancora, a seconda dei Paesi, tra l'1 e il 10%. Agli inserzionisti, la Bartz offre una platea di 600 milioni di utenti dei quali conosce a fondo gusti e attitudini: "Lo sapevate che gli uomini non guardano i banner pubblicitari in cima alla pagina, mentre le donne sì? Noi lo sappiamo e disegniamo le nostre homepage a misura di utente e di pubblicitario".

Il futuro passa anche, ovviamente, per il mobile: Yahoo! ha appena lanciato la sua applicazione per iPhone e ha siglato una partnership per entrare nei dispositivi portatili Samsung. “In America”, ha sottolineato la Bartz, “in questo campo siamo testa a testa con Google. E nei Paesi in via di sviluppo l'accesso a Internet passa attraverso il mobile. Esserci è fondamentale. Ma credo sia troppo presto per mandare in pensione il computer. Ho giocato un po' con l'iPad: non abbandonerei mai il mio laptop per lui”. La manager ha anche negato l’ipotesi che Yahoo! possa lanciare un proprio sistema operativo per cellulari come ha fatto Google con Android. “Siamo più interessati al mondo delle applicazioni sui cellulari piuttosto che a un sistema operativo vero e proprio. Sono le applicazioni che danno un valore aggiunto da un punto di vista economico”.



La Bartz, 61enne, è alla guida di Yahoo! da 16 mesi, durante i quali la società ha messo in atto un radicale programma di ristrutturazione. La settimana scorsa, il gruppo ha presentato una buona trimestrale (310 milioni di utili netti), nella quale ha pesato non poco l’accordo decennale con Microsoft su ricerche e pubblicità. Ma sulla possibilità che alla fine il gigante del software acquisisca Yahoo!, la Bartz è recisa: “Di recente ho solo detto che chiunque può fare un'offerta su una società quotata, ma noi non siamo in vendita”.

29 Aprile 2010