I sindacati ad Agcom: nuovo Piano, tv locali a rischio

FREQUENZE

In una lettera inviata al presidente dell'Authority Cgil, Cisl e Uil esprimono preoccupazione: "Il modello potrebbe portare alla chiusura di molte emittenti con conseguenze sui posti di lavoro"

di Federica Meta
Potrebbe avere ''gravi ripercussioni sull'attività di molte imprese televisive locali'' la revisione del Piano frequenze per la tv digitale che l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni sta predisponendo in questi giorni. E' il senso di una lettera che i sindacati della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato al presidente dell'Agcom Corrado Calabrò.

''Preoccupa l'ipotesi che l'Autorità destinerebbe alle emittenti locali minori frequenze e di scarsa qualità. Questa riduzione delle frequenze - spiegano Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil - porterebbe inevitabilmente alla chiusura di un notevole numero di televisioni locali. Si arriverebbe perciò all'eliminazione, sull'intero territorio nazionale, di molte aziende con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro che, inevitabilmente, finirà per interessare anche l'intero sistema della comunicazione''.

Il modello che Agcom sta adottando per il piano ha ricevuto anche le critiche del viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani che, intervenendo alla Conferenza nazionale di Dgtvi, lo aveva definito troppo “teorico e privo di attinenza con il territorio” , auspicando invece un modello di concertazione. A fargli eco il presidente di Dgtvi: "Il modello non corrisponde alla realtà - aveva detto Andrea Ambrogetti -. Il piano non deve in alcun modo mettere in discussione le assegnazioni nelle Regioni in cui lo switch off è stato effettuato”.

Sul piede di guerra anche le tv locali. "La realizzazione di reti nazionali in tecnica K-SFN (in contrasto con quanto la stessa Agcom ha fin qui detto e scritto) - dice Frt -, toglie alle televisioni locali un numero consistente di frequenze, peraltro le migliori, per incrementare le coperture di reti nazionali inesistenti o che addirittura non esisteranno mai”.

10 Maggio 2010