Sky, Antitrust apre a terzi. Tremano le società di calcio

DIRITTI TV

Il presidente Catricalà ricorre contro la sentenza del Tar del Lazio sui diritti tv. A rischio i contratti Sky per le stagioni 2011-2012

di Marino Petrelli
L’Antitrust è orientata ad accettare gli impegni di Sky Italia per favorire l’accesso di terzi alla sua piattaforma tecnica. Si chiuderebbe in questo modo l’istruttoria per abuso di posizione dominante aperta dopo il ricorso di Conto Tv di Marco Crispino, secondo cui le condizioni imposte da Sky erano state definite in maniera non trasparente e non riflettevano i costi sottostanti del gruppo di Murdoch. Il presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, deciderà, pertanto, di ricorrere contro la sentenza del Tar del Lazio che ieri ha pubblicato le motivazioni della bocciatura dell’ok dell’Antitrust del 18 gennaio al via libera alla Lega dopo i nuovi impegni per la vendita dei diritti tv. Una decisione che potrebbe riaprire la partita dei diritti televisivi delle partite del campionato di calcio di serie A e che trova la soddisfazione di Conto Tv (“ora la Lega Calcio deve rifare un nuovo bando di assegnazione dei diritti del calcio”, aveva dichiarato euforico Crispino all’indomani della sentenza del Tar del Lazio). Per il tribunale amministrativo, dunque, la Lega opera in posizione dominante e il bando per i diritti satellitari doveva essere diviso in due gruppi di squadre e non venduto in blocco a Sky per 1149 milioni per due anni. L’Antitrust punterà su un conflitto palese di competenze: quale autorità decide se c’è o no un trust?

I presidenti sono allarmati: se venerdì prossimo il tribunale di Milano sospenderà i contratti con Sky non faranno partire i campionati per mancanza di soldi. Sky garantisce il 53% del fatturato.  Maurizio Beretta, presidente della lega Calcio, era convinto di poter già contare sui 580 milioni di euro all’anno che gli uomini di Rupert Murdoch avrebbero messo sul tavolo di Via Rosellini. Nel frattempo già due assemblee di Lega si sono occupate della divisione della torta milionaria. Al netto della mutualità che spetta ai cadetti, i soldi verranno divisi secondo parametri ben definiti per legge: il 40 per cento in parti uguali; il 30 per cento per bacino d’utenza; e il 30 secondo i risultati sportivi conseguiti (i punteggi assegnati sono gli stessi dei ripescaggi). Ma il tribunale amministrativo ha rovinato la festa e Catricalà vuol far rispettare le regole. “Se le valutazioni del Tar saranno di carattere formale ci inchiniamo alla sentenza. Eseguiremo gli ordini e riprenderemo la procedura dal punto di errore – aveva dichiarato qualche giorno fa in un’audizione in commissione Finanze al Senato - Ma se il Tribunale esprimerà valutazioni nel merito, l’Antitrust ricorrerà al Consiglio di Stato dal momento che la valutazione di mercato la possiamo fare solo noi”. E così, in effetti, sarà.

Intanto, dopo un confronto, atteso per domani, con gli uffici della Commissione Ue, l’Antitrust deciderà sugli impegni presentati da Sky nei mesi scorsi e ulteriormente ampliati e migliorati in seguito. Gli impegni prevedono, tra l’altro, che Sky “dettagli nella propria contabilità regolatoria le condizioni economiche di accesso alla piattaforma imputate alla propria divisione interna Disco, l’introduzione di una procedura aziendale ad hoc per i negoziati di Sky con i soggetti editori di canali in forma codificata potenzialmente interessati all’accesso alla piattaforma che preveda precisi obblighi di trasparenza sul diritto di accesso, e la definizione di una procedura certa e rapida per l’avvio della negoziazione dei contratti di accesso”.

11 Maggio 2010