Guerra del telecomando, scatta il sondaggio Agcom

DIGITALE TERRESTRE

Il rilevamento affidato a una società specializzata sarà effettuato "in tempi rapidissimi", comunica il Consiglio dell'Authority. I risultati serviranno a stabilire le posizioni dei canali sul telecomando

di Marino Petrelli
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di commissionare a una società specializzata un sondaggio tra gli utenti “per verificare, come prescritto dalla legge, abitudini e preferenze dei cittadini in materia di posizionamento dei canali sul telecomando”. Lo comunica una nota che spiega che il sondaggio verrà effettuato in “tempi rapidissimi” per consentire all’Agcom di definire, al più presto e sulla base di dati obiettivi, il piano di numerazione automatica dei canali (Lcn) della televisione digitale terrestre in chiaro e a pagamento.

L’idea di un sondaggio era già stata anticipata ieri quando il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, a margine un workshop alla Luiss sul diritto d’autore in relazione ad internet, aveva detto che “la definizione della numerazione del telecomando della nuova televisione digitale terrestre è una materia delicata e ci sono dei problemi che sono anche differenziati territorialmente”. “Di certo, l’obiettivo dell’Agcom non è la penalizzazione delle emittenti locali con l’avvento del digitale”, aggiunge Calabrò. E a chi gli chiede un giudizio sulle perplessità espresse a tale riguardo, il presidente dell’Autorità risponde che “ogni valutazione rischia di non essere riferita al quadro attuale”. Calabrò ammette, infine, che “c’è una sofferenza, ma il piano nazionale sulle frequenze ci vuole e lo faremo. Dovremo però salvaguardare le diverse posizioni”.

Come è noto, lo schema di numerazione automatica, approvato il 16 aprile dall’Autorità per le comunicazioni, prevede che i numeri sul telecomando dall’1 al 9 vadano ai canali generalisti, quelli dal 10 al 19 alle tv locali ex analogiche “radicate” sul territorio, quelli da 20 a 70 ai canali digitali nazionali, per generi di programmazione, e da 71 a 100 alle altre emittenti locali. Questa bozza ha scatenato le proteste di molti editori locali e la presa di posizione di alcuni presidenti di regioni che hanno chiesto un intervento urgente dell’Agcom. E questo sondaggio pare andare verso la direzione della collaborazione tra le parti.

Un plauso all’iniziativa dell’Agcom arriva dal Corecom Lazio. “Le emittenti locali hanno bisogno rapidamente di un quadro certo e quanto più rispondente alle abitudini e alle preferenze dei cittadini - commenta Francesco Soro, presidente  del Comitato regionale delle comunicazioni -. In particolare, per le tv del Lazio, ormai da 6 mesi all digital, la rapidità di una decisione sull’Lcn è vitale perché può sancirne il rilancio sul mercato o, in alternativa, nel perdurare dell’incertezza, condannarle alla marginalità”.

12 Maggio 2010