Google nel mirino del Garante della Privacy. Via all'istruttoria su Street View

PRIVACY

L'autorità intende verificare la correttezza del trattamento dei dati al momento della raccolta delle info utili al servizio. Indagine aperta anche in Germania. Intanto BigG sospende il lancio di nuovi sistemi di riconoscimento facciale delle immagini digitali. Il ceo Schmidt: "Meglio muoversi con i piedi di piombo"

di Federica Meta
Dopo che il Garante della Privacy italiano e la procura tedesca di Amburgo hanno avviato indagini su possibili violazione della tutela dei dati personali nel servizio Street View, Google corre ai ripari. Il motore di ricerca ha deciso di sospendere il lancio di una serie di nuove tecnologie, tra cui un sistema di riconoscimento automatico dei visi ritratti nelle immagini digitali. "Prima di lanciare nuove innovazioni, il gigante Internet intende muoversi con i piedi di piombo", ha spiegato il ceo Eric Schmidt.

Google finora ha evitato di lanciare la tecnologia di riconoscimento sui visi in maniera più estesa, magari consentendo di sfruttarla per effettuare ricerche ad ampio spettro su tutte le immagini presenti nella rete internet. "Il riconoscimento facciale è un buon esempio - ha detto Schmidt -: qualunque cosa faremo sarà discussa e studiata in maniera molto, molto approfondita". Secondo l'Ft alcuni sostenitori della tutela della privacy sostengono che un sistema simile potrebbe essere impropriamente utilizzato, ad esempio a scopo di molestie o di 'salking', per monitorare una persona tramite le immagini presenti su internet. Il problema per Google è che anche altre società si stanno muovendo su questo segmento, come la neo nata israeliana Face.com, e bloccando le sue operazioni Google rischia di verdersi scavalcare da altri su questo segmento.

In Italia il Garante delle Privacy apre un'istruttoria nei confronti del motore di ricerca per "verificare la liceità e la correttezza del trattamento dei dati personali effettuato nell'ambito del servizio Street View", si legge in una nota.
Il procedimento - spiega l'Autorità – “è stato aperto in merito alla raccolta effettuata dalla società sul territorio italiano e che, secondo quanto ammesso dalla stessa Google Italia, ha riguardato, oltre che immagini, anche dati relativi alla presenza di reti wireless e di apparati di rete radiomobile, nonché frammenti di comunicazioni elettroniche, eventualmente trasmesse dagli utenti su reti wireless non protette".

Riguardo a quest'ultima tipologia di dati, l'Autorità ha invitato la società a "sospendere qualsiasi trattamento fino a diversa direttiva dello stesso Garante. Con particolare riferimento a tutti i dati eventualmente “captati” dalle Google cars, la società dovrà comunicare al Garante la data di inizio della raccolta delle informazioni, per quali finalità e con quali modalità essa è stata realizzata, per quanto tempo e in quali banche dati queste informazioni sono conservate". Google dovrà chiarire, inoltre, "l'eventuale impiego di apparecchiature o software 'ad hoc' per la raccolta di dati sulle reti WiFi e sugli apparati di telefonia mobile. La società dovrà comunicare, infine, “se i dati raccolti siano accessibili a terzi e con quali modalità, o se siano stati ceduti".

E Google non trova pace nemmeno in Germania dove è stata avviata un'indagine su possibili violazioni da parte del motore di ricerca, tramite le rilevazioni di dati su connessioni internet senza fili (WiFi) non protette, effettuate durante la sua campagna di mappatura delle strade delle varie metropoli in Europa. A riferire dell'indagine è stato il procuratore di Amburgo, Wilhelm Moellers senza precisare i nomi dei dipendenti coinvolti.

Venerdì scorso Google aveva riconosciuto, in questo senso, alcune violazioni dei diritti di privacy, scusandosi con gli utenti. Ma le scuse non sono bastate alle autorità tedesche: il ministro per la Tutela dei consumatori, Ilse Aigner, ha definito il comportamento "allarmante". "Google manca di comprensione verso la necessità di tutelare la privacy", ha chiosato.

19 Maggio 2010