L'allarme delle tv locali: piano Agcom non ci penalizzi

DIGITALE TERRESTRE

Aeranti-Corallo e Frt: il Piano frequenze in via di elaborazione e i nuovi criteri per l'Lcn mettono a rischio l'attività di molte imprese locali

di Roberta Chiti
Tv locali sotto doppia pressione: per il posto sul telecomando digitale e per il nuovo Piano frequenze che sta elaborando Agcom. In ballo il rischio di “gravi ripercussioni sull'attività di molte imprese televisive locali”. L’allarme arriva dalla conferenza stampa con cui le associazioni Aeranti-corallo e Tv locali Frt fanno il punto sui punti critici del passaggio al digitale terrestre.

Sul futuro “già in bilico delle tv regionali” hanno detto Marco Rossignoli coordinatore Aeranti-Corallo e Maurizio Giunco presidente Frt, pende anche la linea tracciata dall'Agcom sulle frequenze di trasmissione. Si riducono gli spazi per evitare le interferenze, molte emittenti rischiano di soccombere.

Ma il fronte di protesta è compatto - ha spiegato Giunco - e vede tutte le tv dalla stessa parte, con la protesta guidata dall'Frt, la Federazione radio e televisioni. All'incontro è intervenuto anche il Segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa, Giovanni Rossi che ha ricordato la preoccupazione già espressa dal segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, in una lettera al presidente di Agcom, Corrado Calabrò.

La Fnsi ritiene che vada assicurato lo spazio “qualitativamente e quantitativamente adeguato per le tv locali” e per quanto riguarda il telecomando digitale terrestre, si deve tenere conto di un principio di federalismo televisivo rispettoso delle scelte, delle abitudini, degli orientamenti del pubblico di riferimento in ciascuna area regionale. Sicuramente nei primi dieci canali, regione per regione o bacino per bacino “non possono mancare le tv locali di più consolidata presenza nelle preferenze dei cittadini”.

20 Maggio 2010