Calcio e diritti tv, respinto il ricorso di Conto Tv

TELEVISIONE

Il giudice di Milano Claudio Marangoni "salva" il contratto tra Lega Calcio e Sky. L'emittente toscana aveva chiesto l'intervento della magistratuta perchè non le sarebbe stato consentito di fare un'offerta

di Marino Petrelli
Il giudice di Milano Claudio Marangoni ha respinto il ricorso presentato da Conto Tv contro il contratto di cessione dei diritti televisivi del campionato tra Lega Calcio e Sky. L'accordo assicura al calcio italiano 571 milioni per la prossima stagione e 578 per quella successiva. L'emittente toscana aveva affermato di aver subito un danno poichè non le era stato consentito di presentare un'offerta. Dall'esame delle risultanze in atti, si legge nelle 28 pagine del provvedimento, "non pare che la ricorrente, al di là delle differenze di dimensioni finanziarie e organizzative innegabilmente esistenti rispetto alla concorrente Sky Italia, abbia sofferto particolari svantaggi nella teorica possibilità di accedere allo stesso pacchetto Platinum live", (in pratica i diritti per trasmettere in via esclusiva e in diretta le partite di tutte le squadre di serie A, nda), per ciò che riguarda in particolare il suo profilo tecnico organizzativo".

Conto Tv, nonostante ''lo spacchettamento eseguito dalla Lega Calcio che aveva ampliato le opportunità per altri operatori, non ha poi avanzato alcuna offerta di acquisto, ingenerando in tal modo obiettivi dubbi sulla linearità della sua condotta", aggiunge il giudice Marangoni nella sua ordinanza, spiegando anche che "Conto Tv aveva a disposizione la possibilità di gareggiare per comprare i diritti delle partite di Serie B e quelli del pacchetto Satellite sintesi, riguardanti le sintesi delle partite, ma non ha mai partecipato alla gara con offerte". Il quadro fornito da Conto Tv, secondo il giudice, è "del tutto parziale in quanto ingiustificatamente delimitato alla sola piattaforma satellitare e dalle sole offerte relative al campionato di serie A''.

Ora Conto tv può, in linea teorica, presentare un reclamo al Tribunale, che in questo caso dovrà decidere in sede collegiale e, in caso di "sconfitta" avviare una causa di merito. Lo scorso novembre, la Corte d'Appello aveva accolto il ricorso dell'emittente guidata da Marco Crispino, inibendo alla Lega Calcio l'assegnazione del contratto da 1.149 milioni di euro. In seguito ad un reclamo della Lega Calcio, un altro collegio aveva dichiarato l'incompetenza della Corte d'Appello a decidere in merito, avocando tutto alla decisione del tribunale civile, giunta oggi. Secondo i dati pubblicati qualche giorno fa dalla Gazzetta dello Sport, 900 milioni degli 1,4 miliardi di fatturato delle società sono prodotti dalla licenza dei diritti audiovisivi.

''Aspettiamo di guardare al dispositivo - ha detto Maurizio Beretta, presidente della Lega Calcio - ma il dato importante è sono state accolte le ragioni della Lega. Noi siamo sempre stati convinti di aver operato tenendo conto di tutte le indicazioni della legge Melandri, dell'Agcom, dell'Antitrust e anche delle autorità europee''.''Va sottolineato - ha detto ancora Beretta - che i diritti del calcio di serie A assicurano anche un fondamentale aiuto per l'attività della serie B della Lega Pro e del calcio dei dilettanti. Questa è quindi una vittoria dell'intero calcio italiano. Ora aspettiamo che la legge sugli stadi di proprietà, varata al Senato, approdi rapidamente alla Camera e sia approvata definitivamente. Oggi il calcio italiano dipende per il 65% dai diritti tv, compresi quelli per la piattaforma digitale e le altre multimedialità. Siamo tra i migliori al mondo a vendere i diritti tv, ma abbiamo molto da fare sul merchandising e sugli stadi".

24 Maggio 2010