Flp: salviamo i contratti pubblici con le frequenze tv

MANOVRA

Per lo Stato introiti fra i 6 e gli 8 miliardi dalla vendita dello spettro liberato dallo switch off. Carlomagno, segretario federazione lavoratori pubblici: "L'Italia l'unico paese pronto a regalarle"

di Roberta Chiti
Frequenze televisive. Dentro il cantiere aperto della manovra si affacciano due parole finora sconosciute al linguaggio delle misure anti-crisi. Le pronuncia Marco Carlomagno, segretario della Flp. “Se solo si decidesse di vendere” le frequenze lasciate libere dal passaggio delle tv al digitale terrestre, “come stanno facendo Francia, Germania, Stati Uniti, si potrebbero incassare dai 6 agli 8 miliardi di euro oppure, qualora il governo volesse cederle in concessione onerosa, potrebbe ricavarne almeno 2 miliardi di euro all'anno”. In questo modo secondo Carlomagno si concretizzerebbe “un’alternativa al blocco dei contratti pubblici”.

Perché, secondo la federazione dei lavoratori pubblici e funzioni pubbliche, “l'Italia è l'unico paese che si appresta a regalarle ai soggetti che già operano nel settore, Rai, Mediaset, Telecom”. Secondo Carlomagno “non c'è traccia di misure di lotta all'evasione fiscale. Si mettono le mani nelle tasche delle solite categorie: lavoratori dipendenti e fasce deboli della popolazione", ma un’alternativa ci sarebbe. Appunto, lo sfruttamento del dividendo digitale. “Ma quella che manca - dice Carlomagno - è la volontà di far pagare chi non lo ha mai fatto. Se poi si parla di sistema radiotelevisivo, in Italia si alza un muro invalicabile di interessi”.

24 Maggio 2010