Frequenze all'asta? E' guerra alla Camera

TV CONTRO BANDA LARGA

Il digital dividend approda al Parlamento in un question time lanciato dal Pd. Il governo: "La presenza di 600 tv locali e 21 reti nazionali impone cautela nella diversa allocazione delle frequenze". L'ex ministro alle Comunicazioni Gentiloni: "Il governo rinuncia a un introito paragonabile a quello di misure come il blocco degli stipendi pubblici"

di Roberta Chiti
La scelta del governo Berlusconi “di difendere il vecchio club televisivo impedisce allo Stato un introito paragonabile a quello di misure come il blocco degli stipendi pubblici oppure l'ennesimo condono edilizio''. E’ il j’accuse dell’ex ministro alle Comunicazioni Paolo Gentiloni a commento della risposta al suo question time lanciato stamattina alla Camera. ''La conferma di un uso televisivo di tutte le frequenze - dice il deputato Pd in commissione Trasporti della Camera - mette in fine a rischio i collegamenti in banda larga dalle reti mobili, collegamenti sempre più preziosi vista la diffusione degli smartphone e degli iPad''.


"Sul tema sollevato - ha detto Elio Vito, ministro per i rapporti con il Parlamento, rispondendo a Montecitorio all’interrogazione parlamentare sull'assegnazione di frequenze - vi è da tempo attenzione da parte del governo. La necessita' di consentire un'equilibrata transizione alla nuova tecnologia televisiva, nel peculiare contesto del nostro paese che vede la presenza di quasi 600 emittenti locali e 21 reti nazionali, ha imposto cautela esclusivamente sulla tempistica della diversa allocazione della banda di frequenze che anche in Italia potra' essere destinata ai nuovi servizi di telecomunicazione, e che, in attesa di essere liberata, viene attualmente utilizzata per la radiodiffusione televisiva”. In particolare - ha proseguito il ministro - il ministero dello Sviluppo economico ha reso noto che si stanno studiando, anche di concerto con l'Agcom, nuovi criteri di 'efficientamento' dello spettro radioelettrico gia' assegnato o da assegnare nelle aree televisive digitalizzate e ancora da digitalizzare. Tra l'altro, si ipotizzano misure idonee a recuperare capacita' trasmissiva non utilizzata, cosi' favorendo eventualmente processi di condivisione dei multiplex da destinare o gia' destinati agli operatori di rete in ambito locale".

Per l'esponente democratico la risposta del ministro Vito ''alla nostra interrogazione durante il question time conferma le preoccupazioni che avevamo: il governo sta sottovalutando l'importanza degli investimenti su internet che hanno anche un potere moltiplicativo sull'occupazione. Il governo Berlusconi è un governo troppo televisivo''. A differenza degli altri Paesi europei “l'Italia non ha ancora deciso di destinare ai nuovi servizi di Tlc una parte delle frequenze liberate nel passaggio alla tv digitale''.

Lo scopo, secondo il ministro Vito, è consentire la “razionale e non discriminatoria assegnazione al comparto radiotelevisivo di risorse frequenziali per la diffusione di un numero di contenuti adeguati. Al tempo stesso, si potranno accelerare le procedure per la destinazione del dividendo di spettro a nuovi servizi di telecomunicazione, con possibili fonti di ricavo derivanti dalla messa a gara a offerta economica di tali risorse. Quanto al cosiddetto beauty contest, richiamato nell'interrogazione, le modalita' di gara e il quantitativo delle relative risorse, pari a 6 frequenze da assegnare per i nuovi entranti, sono stati individuati dalla Commissione europea nell'ambito delle trattative per la chiusura della procedura d'infrazione n. 2005/5086”.

Infine - ha concluso il ministro Vito - seppure la grave crisi globale abbia obbligato al congelamento momentaneo dei fondi stanziati con la legge 69 del 2009, il piano nazionale Banda Larga sta andando avanti velocemente. Si sono ottimizzate le risorse a disposizione, portando la banda larga a 2,6 milioni di cittadini finora esclusi dal servizio. In questi 2 anni sono stati siglati accordi con quasi tutte le Regioni italiane, prevedendo bandi di gara per complessivi 275 milioni di euro. Inoltre, entro l'estate l'intenzione e' quella di mettere a bando ulteriori 200 milioni per portare la banda larga nelle aree rurali e nei distretti industriali, raggiungendo cosi' altri 2 milioni di cittadini".

Gentiloni ha evidenziato come ''In Germania la gara che si e' conclusa la settimana scorsa per assegnare alla telefonia mobile il 'dividendo di spettro' liberato dal passaggio della tv al digitale, si e' conclusa assicurando alle casse 4,4 mld di euro''. A suo avviso dunque, ''in tempi di crisi e' molto importante fare questo passaggio sia per le entrate delle casse dello Stato che per le ricadute positive sull'occupazione. Nel nostro Paese le vecchie frequenze liberate dal passaggio al digitale rimarranno ai vecchi editori”.

01 Giugno 2010