Divieto di trading nel nuovo Piano frequenze

SPETTRO RADIO

Isofrequenza e un terzo di risorse alle locali nel nuovo Piano votato all'unanimità dal Consiglio Agcom, che (sulla carta) assegna alla banda larga mobile gli white spaces. Ma la partita rimane aperta: ora i negoziati passano ai tavoli locali. Calabrò: passaggio ineludibile

di Roberta Chiti
Divieto di trading, un terzo dello spettro pianificabile alle locali e, sulla carta, anche un dividendo digitale da riservare alla banda larga mobile nel nuovo Piano frequenze italiano. L’ha approvato, dopo mesi di polemiche e guerre politiche, il Consiglio di Agcom (presieduto da Corrado Calabrò, relatori Stefano Mannoni e Michele Lauria). A sorpresa il nuovo piano ha raccolto il voto unanime dei commissari, pur arrivando dopo la battaglia portata avanti, oltre che dalle tv locali, anche dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani e dall’associazione Dgtvi guidata da Andrea Ambrogetti.

Il provvedimento approvato oggi è in realtà un primo passo. Il completamento degli aspetti attuativi avverrà nel corso di tavoli tecnici che verranno organzizati nelle varie aree ancora da digitalizzare.

Se in teoria Agcom parla di riservare “white spaces”, frequenze inutilizzate, al dividendo digitale esterno (da destinare ai servizi innovativi), in realtà rimane ancora aperta la partita con sul numero di frequenze da negoziare con le emittenti locali e sulla volontà che vorrà esercitare il governo sulle eventuali risorse non utilizzate dalle locali stesse.

Il Piano - spiega l'Agcom - si conforma ai principi di uso pluralistico ed efficiente delle frequenze su tutto il territorio previsti dalle norme legislative vigenti e dagli indirizzi comunitari, fornendo i criteri tecnici e metodologici per la pianificazione, nazionale e locale.


Viene prevista l'utilizzazione, spiega Agcom, della tecnica Sfn (reti a isofrequenza) che, secondo Agcom permettera' di soddisfare tulle le diverse esigenze: razionalizzazione delle reti esistenti, nazionali e locali; nuove frequenze destinate alla gara per gli operatori TV; frequenze per i servizi innovativi. Nel piano, sono identificate le frequenze delle reti televisive nazionali da utilizzare di norma in tecnica isofrequenziale. Tali reti, tra cui quelle destinate a nuovi soggetti (dividendo digitale interno), sono equivalenti tra loro, sia in termini di copertura sia in termini di coordinamento internazionale.

Il Piano tiene inoltre conto degli specifici obblighi di servizio pubblico, dell'articolazione regionale di Rai 3 e dell'informazione, nonche' dello sviluppo dei servizi innovativi. Secondo quanto indicato dalla legge, il Pnaf riserva oltre un terzo delle frequenze pianificabili alle emittenti televisive locali. Al fine di garantire il massimo pluralismo e di favorire un uso efficiente ed effettivo delle frequenze, la pianificazione di dettaglio avverra' attraverso la convocazione di appositi 'tavoli tecnici', anche per assicurare continuita' a quanto avvenuto regioni che hanno gia' effettuato il passaggio al digitale terrestre.

L'azione di riorganizzazione dello spettro frequenziale dovra' essere condotta in cooperazione con il ministero dello Sviluppo Economico che ha competenza sulle modifiche del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze.

''Il Piano di assegnazione delle frequenze -afferma Calabro' esprimendo soddisfazione per la decisione assunta dal Consiglio dell'Agcom- e' un adempimento caratterizzante e fondante dell'attivita' dell'Agcom ed e' stato adottato dopo un'approfondita consultazione che ha coinvolto tutti i soggetti interessati e a seguito di un confronto con il ministero per lo Sviluppo Economico, al quale spettano le attivita' di coordinamento delle frequenze in sede internazionale. L'approvazione del Piano rappresenta un passaggio ineludibile che l'Autorita', in linea con il suo ruolo istituzionale, ha portato a compimento in piena autonomia tecnica ed e' dotato della necessaria flessibilita' per rispondere alle esigenze attuali e ai futuri sviluppi tecnologici''.

''Il piano delle frequenze approvato oggi da Agcom puo' contribuire a un uso piu' ordinato ed efficiente di una risorsa pubblica scarsa e finora caratterizzata da una vera e propria giungla'': lo dichiara il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. ''Molto dipendera' dai passi successivi - sottolinea Gentiloni - che mi auguro vadano nella direzione giusta. In
particolare - prosegue il responsabile comunicazioni del Pd  tre sono le condizioni indispensabili: evitare che Rai e Mediaset superino il tetto di multiplex indicato dall'Unione Europea; assicurare un'effettiva apertura del mercato, assegnando con una gara seria i cinque multiplex per i nuovi entranti; ricavare dal passaggio della tv al digitale quel 'dividendo' a favore della banda larga come negli altri paesi europei''.

03 Giugno 2010