Orlando (Idv): All'asta le frequenze digitali

LA GUERRA DELL'ARIA

La proposta lanciata dal portavoce Idv: "Non si capisce perché l'Italia sia l'unico Paese con il digitale free". Mannoni (Agcom): nessuna ipoteca sul dividendo digitale esterno

di Roberta Chiti
"Vogliamo consentire che si mettano all'asta le frequenze del digitale”: la richiesta, avanzata nei giorni scorsi già da più voci della politica, arriva ora da Leoluca Orlando, portavoce dell'Idv. Ospite della trasmissione Omnibus su La7, Orlando ha elencato le coperture della “contromanovra” proposta dall'Italia dei Valori. Fra le altre voci compare la messa all’asta delle frequenze che allo Stato tedesco ha fruttato, per ora, 4,4 miliardi di euro. “Non si capisce perché - ha detto orlando - siamo l'unico paese al mondo con il digitale free".

Ma di asta non c’è traccia nelle operazioni che finora riguardano la gestione dello spettro radio. Intervistato da Radiocor il commissario Agcom Stefano Mannoni ribadisce che per quanto riguarda il dividendo digitale da distribuire in beauty contest “il regolamento dell'Agcom è pronto, aspettiamo che la Ue sciolga la riserva sulla richiesta di ingresso anticipato di Sky" nel digitale terrestre. Nessuna ipoteca, inoltre, sul dividendo digitale "destinato ai servizi di tlc, rimandato al cambiamento del piano di ripartizione delle frequenze e all'asta conseguente".

Mannoni spiega che "il piano prevede 21 reti nazionali, tutte uguali nella sostanza tra di loro. Nelle 21 reti è compreso anche il dividendo di 5 reti da assegnare attraverso il beauty contest". Grazie all’adozione delle reti in Sfn "tutti trasmetteranno su una sola frequenza e, per cinque reti, nelle zone dove non c'e' copertura, ci sara' una frequenza aggiuntiva - spiega il commissario -. Ma non sara' possibile trasmettere su due frequenze contemporaneamente". Inoltre il piano prevede "tre frequenze dvb-h, cioe' per la tv sul telefonino e tre frequenze destinate al dab, cioe' per la radio digitale. Per le tv locali l'Agcom invece "si rimette ai tavoli per l' attuazione concreta dei criteri. Il principio richiesto dalle tv locali, e' stato dunque salvaguardato".

04 Giugno 2010