Aol tenta il rilancio. Dirà addio a Google?

STRATEGIE

Rivolgimenti in vista per l'azienda ex campionessa della new economy. Anche Microsoft fra i potenziali futuri partner

di Patrizia Licata
Aol ha aperto le trattative per rinegoziare il suo contratto per le attività di ricerca sul portale, come reso noto dal chief executive Tim Armstrong. Il colosso del web ha cominciato sentendo Google, che è l’attuale provider del servizio search di Aol, ma “ci sono più di due possibili candidati" a cui Aol potrebbe assegnare il nuovo contratto (quello in vigore scade il 19 dicembre prossimo).

“Google è stata partner della ricerca di Aol per quasi dieci anni. Sappiamo che cosa funziona e che cosa non ci piace, e anche Google lo sa", ha spiegato Armstrong alla conferenza All Things Digital del Wall Street Journal a Palos Verdes, California. "Le necessità di entrambe le aziende sono cambiante nel tempo”.

Armstrong non ha citato gli altri potenziali partner, ma è possibile che includano Microsoft, che sta aggredendo il mercato search americano col suo nuovo motore di ricerca Bing.


Google nel 2005 acquisì una quota del 5% in Aol dalla Time Warner per un miliardo di dollari, rivendendola quattro anni dopo alla stessa Time Warner per 283 milioni, ma rimanendo partner come motore di ricerca di Aol. Armstrong ha fatto notare che l’attuale accordo con Google si basa sul revenue sharing, ma il prossimo potrebbe prevede un modello diverso.

Armstrong, che è a sua volta un ex-executive di Google, sta cercando di rimettere in marcia il business di Aol, una volta simbolo della new economy e oggi alquanto incerto. L’azienda vuole rilanciare il brand specializzandosi in una serie di siti con contenuti di interesse locale. Della nuova strategia fa parte anche la decisione di disfarsi del social network Bebo. Armstrong ha rivelato di aver ricevuto "manifestazioni di interesse" per il sito, ma se non troverà acquirenti, probabilmente opterà per una chiusura definitiva.

07 Giugno 2010