Sicurezza: bambini e cellulari. Kroes: "Si può fare di più"

EUROPA

Il commissario alla Digital Agenda plaude all'impegno dei operatori mobili a favore dei ragazzi, "ma in alcuni Paesi serve un impegno maggiore da parte dell'industria"

di Federica Meta
Neelie Kroes plaude ai progressi fatti dagli operatori di telefonia mobile per tutelare la sicurezza dei minori che usano il cellulare. "Uno degli impegni fondamentali dell'agenda digitale per l'Europa è garantire la sicurezza dei giovani online – spiega il commissario all’Agenda Digitale -. Per questo motivo sono lieta che la relazione pubblicata oggi dimostri che gli operatori della telefonia mobile stanno assumendo seriamente le loro responsabilità. Vorrei però invitare il settore a garantire che le persone di qualsiasi età comprendano pienamente i rischi e sappiano dove trovare aiuto, visto che spesso i genitori non sono così aggiornati come i più giovani sulle ultime novità in fatto di telefoni cellulari".

La relazione pubblicata dalla Gsm Association, l'associazione di categoria del settore della telefonia mobile, dimostra che 91 imprese stanno attuando a livello nazionale le misure concordate nell'ambito di un accordo volontario di portata europea concluso nel 2007 grazie all'intermediazione della Commissione europea. Oggi in 25 Stati membri esistono codici nazionali di autoregolamentazione basati sul quadro normativo europeo. In altre parole, il 96% degli abbonati a servizi di telefonia mobile nell'Ue beneficia di questo accordo.

Nello specifico gli operatori hanno attuato una serie di misure per controllare l'accesso da parte dei bambini ai contenuti per adulti. Per esempio, gli operatori mobili lettoni controllano l'età dei clienti nei punti vendita e permettono ai genitori di bloccare gratuitamente l'accesso a internet sui cellulari dei figli.

Inoltre si sta lavorando per classificare i contenuti commerciali disponibili sui cellulari. Gli operatori italiani della telefonia mobile usano icone colorate per mostrare se i contenuti sono adatti a tutti, se sono destinati ai bambini o se devono essere visionati in presenza di un adulto oppure se sono riservati a un pubblico adulto. Diversi carrier inoltre producono materiale didattico e svolgono campagne di sensibilizzazione sull'uso più sicuro dei cellulari, come nel caso del Regno Unito e di Malta.

La relazione mostra inoltre che i requisiti di diversi codici nazionali vanno anche al di là di quanto previsto dalla normativa dell'Ue. Per esempio, l'Ungheria si è dotata di un codice deontologico sulla commercializzazione di prodotti per i bambini e il Regno Unito ha adottato un codice di condotta simile per gestire i servizi di locazione passiva.

Anche le reazioni delle associazioni per la protezione dei bambini, fra cui Save the Children in Danimarca, International Children's Safety Service in Ungheria e Protegeles in Spagna, dimostrano che i codici di condotta nazionali hanno favorito la collaborazione degli operatori mobili con le Ong.

“Tuttavia, in alcuni paesi dell'Ue le parti interessate attendono da parte dell'industria della telefonia mobile un impegno maggiore per informare i genitori sui rischi e le opportunità di un settore in rapida evoluzione quale internet mobile – ricorda la Kroes -. Per esempio, il Children's Fund della Lettonia ha rilevato che, in caso di problemi seri, gli utenti più giovani della telefonia mobile, pur conoscendo i rischi potenziali ed essendone meglio informati, si rivolgono ai genitori in cerca di consigli e aiuto soltanto quando i problemi sono in una fase avanzata".

La sicurezza dei bambini online è una delle priorità principali dell'Agenda digitale europea della Commissione europea: i fornitori di servizi online che hanno maggior successo fra i più giovani (per es. le reti sociali, gli operatori di telefonia mobile) saranno invitati a sviluppare ulteriormente misure di autoregolamentazione sulla sicurezza online dei bambini entro il 2013.
In particolare, grazie al programma dell'Ue "Internet più sicuro", quasi tutti gli Stati membri hanno istituito delle linee telefoniche dedicate per segnalare contenuti online offensivi e offrono formazioni specifiche per insegnare la sicurezza online nelle scuole. Nei prossimi anni queste iniziative saranno ulteriormente incoraggiate.

10 Giugno 2010