Acta, l'affondo di Stallman: "Lede i diritti civili"

INTERNET

Il guru del sofware libero si scaglia contro il trattato internazionale anti-contraffazione. "L'accordo minaccia di tagliare la linea Internet a chi usa il file sharing"

di Federica Meta
Richard Stallman si scaglia con l’Acta. Il presidente della Free Software Foundation (Fsf) afferma che il trattato internazionale contro la contraffazione oltre a punire ingiustamente chi è sospettato di utilizzare il file-sharing, "potrebbe bloccare i software anti-digital rights management”.

Secondo Stallman l’Acta “minaccia, in maniera mascherata, di punire utenti di Internet con la disconnessione nel caso in cui condividano file - andando ad intaccare le libertà civili - e impone ai Paesi di vietare i software che aggirano i Digital Restrictions Management (Drm)”.

La versione provvisoria dell’intesa è stata pubblicata nel mese di aprile, sollevando le critiche di moti attivisti della Rete che denunciavano il fatto che i negoziati erano stati fatti a porte chiuse, in gran segreto. I Paesi aderenti, tra cui Usa e Unione europea, avevano invece sottolineato che il trattato non avrebbe limitato la libertà degli utenti del Web ma che avrebbe contribuito a combattere la criminalità informatica. "L'Acta vuole affrontare il problema delle criminalità informatica - avevano detto le organizzazioni dei diritti civili lo scorso aprile - ma questo non si fa limitando le libertà civili oppure molestando i consumatori”.

"Ora che alcuni dettagli dell’Acta sono stati resi pubblici – puntualizza John Sullivam Operations manager di Fsf – possiamo dire che le preoccupazioni che Fsf aveva rilevato avevano un fondamento. Chiediamo alla comunità del software libero di unirsi a noi per combattere questo attacco alla libertà dei cittadini”. Sullivan chiede agli utenti di firmare una petizione contro l’Acta. “E’ tempo di mostrare che l’accordo minaccia nel profondo la libertà delle persone”, precisa ancora l’attivista.

17 Giugno 2010