YouTube vince su Viacom. In Italia regole diverse?

LE NORME DI INTERNET

Copyright, un giudice Usa assolve il sito di proprietà di Google in nome del "safe harbor". La sentenza getta nuova luce sul caso Mediaset-YouTube

YouTube batte Viacom. Festeggiano i paladini della Rete partecipata. E festeggia, soprattutto, Google (proprietaria di YouTube) che in un post sul blog ufficiale commenta: “Non è solo una nostra vittoria, ma di tutti i miliardi di persone che usano il web per comunicare e condividere esperienze".

Un giudice della corte distrettuale di Manhattan ha respinto la causa da un miliardo di dollari intentata da Viacom (Mtv, Paramount e DreamWorks) per violazione del copyright contro il sito di proprietà di Google. Secondo il magistrato YouTube si è resa immune all’accusa di violazione perché ha subito collaborato con i detentori del copyright a rimuovere i contenuti “incriminati”. E così facendo si è posta nel “safe harbor”, il porto franco voluto dal Digital Millennium Copyright Act sullo scambio di dati. Proprio grazie al Dmca il caso sarebbe stato trattato nello stesso modo di fronte a un tribunale europeo.

Ma la decisione accende un riflettore sull’Italia. Dove invece la filosofia della sentenza americana è stata completamente ribaltata nel processo che ha visto Mediaset vincere la causa contro YouTube per alcune puntate del Grande fratello. In questo caso il giudice italiano ha considerato il materiale coperto da copyright talmente popolare che YouTube avrebbe dovuto rimuoverlo in autonomia, anche senza notifica da parte di Mediaset. “Dunque una decisione in contrasto sia con la pratica Ue che Usa” dice Innocenzo Genna, specialista in questioni regolamentari Internet e Tlc, Council Officer di EuroIspa ed ex chairman di Ecta. Non solo: la sentenza di Manhattan “potrebbe avere impatti anche sul caso Google-Vividown". Nonostante il caso riguardasse la privacy (e non il copyright), la velocità di rimozione dei video da parte dell'hosting avrebbe reso possibile l'applicazione di regole simili.

24 Giugno 2010