De Benedetti: "L'alleanza editori e Web salverà i giornali"

DE BENEDETTI

"Bisogna trovare il modo di retribuire i contenuti su Google e contenere gli appetiti di Apple sui ricavi prodotti dai giornali attraverso l'iPad"

di Federica Meta
A salvare i giornali sarà l’iPad oppure i servizi di Google? Se lo chiede Carlo De Benedetti in un intervento sul Sole24Ore di oggi.
“Credo che né il motore di ricerca dalle mille risorse né l’oggetto tecnologico più efficace e divertente ora sul mercato possano farcela da soli – sottolinea De Benedetti -. Sarà invece la sinergia a tre ( i due colossi della rete più gli editori) a ridare futuro all’informazione”.  Questa auspicabile sinergia potrebbe però essere bloccata dalla rivalità tra Mountain View a Cupertino, nella quale si potrebbe inserire anche Microsoft.

E gli editori? Quale ruolo dovrebbero svolgere? Secondo De Benedetti “devono testare e condividere al più presto i modi per retribuire i contenuti editoriali su Google e contenere gli appetiti di Apple sui ricavi prodotti dal successo dei giornali sull’iPad – spiega -. Per fortuna questa concorrenza potrebbe far crescere le quote di competenza tra gli editori”.
Una volta risolte queste criticità la palla passerà ai produttori di contenuti. In altre parole alla fine “conteranno sempre la qualità giornalistica e la capacità di adeguare l’informazione alle sfide che pone la tecnologia.

“Per arrivare alla sofisticazione dei quotidiani odierni ci sono volti quattro secoli”, ricorda De Benedetti”. Ora l’obiettivo è “Trovare una sintesi tra il risultato di quei quattro secoli di intelligenza e lavoro e le potenzialità del digitale”, utilizzando “gli stessi mattonicini informativi per costruire prodotti editoriali diversi”.

Ma bisogna fare presto, investendo su quello c’è già disposizione per evitare far lievitare i costi. “Negli altri Paesi lo stanno facendo – conclude -. Spostare il focus dalla stampa all’audience ha consentito in tre anni di quintuplicare la quantità e migliorare la qualità dei contenuti del Daily Telegraph e del Sunday Telegraph. Ora tocca a noi”.

25 Giugno 2010