Usa, legge stacca-Internet. Lieberman: "Nessuno strapotere di Obama"

LIEBERMAN

Il senatore statunitense difende il provvedimento che dà alla Casa Bianca diritto di bloccare la Rete in caso di cyberattacchi. "La disconnessione ultima ratio. La Casa Bianca obbligata a comunicare la decisione al Congresso"

di Federica Meta
“Vogliamo dotarci semplicemente di uno strumento che altri Paesi già adottano nella lotta contro il cybeterrorismo”. Il senatore Usa Joe Lieberman, difende così il provvedimento (S 3480) approvato dalla Commissione Homeland Security, che conferisce al Presidente il potere di bloccare i circuiti della rete nel caso si presenti il rischio di “un cyber-attacco in grado di causare danni elevati e perdite di vite umane”.
Il senatore, insieme alla collega Susan Collins, ha stilato un documento a difesa del provvedimento, da lui fortemente sponsorizzato e attaccato negli Usa da più parti, a cominciare dal popolo della Rete.

Secondo i senatori non trova fondamento la critica secondo cui il provvedimento conferisce potere eccessivo al Presidente che può decidere di bloccare Internet. La nuova legge, al contrario, limiterebbe il potere della Casa Bianca contenuto nel "Communications Act" del 1934 che dà al Presidente il potere di controllare e bloccare le reti di comunicazione in caso di pericolo accertato per la nazione, senza preventiva notifica al Congresso, e con la possibilità di mantenere la decisione anche per i sei mesi successivi la fine dell’emergenza. Le norme oltre a prevedere una durata dell’eventuale blocco per un periodo non superiore a 120 giorni, obbligano la Casa Bianca a notificare la decisione al Congresso, e, ancora prima, a chiedere agli operatori telefonici, soluzioni alternative alla disconnessione, dato che il principio ispiratore della legge “è l’utilizzo del metodo di reazione agli attacchi meno invasivo possibile”.

Senza fondamento anche le accuse secondo cui l’S 3480, dando poteri speciali al Presidente sul controllo della Rete, minaccerebbe la concorrenza. Il disegno di legge rilancia sulla partnership pubblico-privato per la tutela delle reti critiche che, qualora sotto attacco, minaccerebbero migliaia di vite umane e miliardi di dollari di guadagno.

Infine gli standard. A chi si oppone al provvedimento temendo uno stravolgimento dei prodotto e dei servizi Ict, Lieberman e Collins rispondono che le nuove regole stabiliscono solo che il governo debba elaborare una strategie nel settore degli appalti che consideri prioritari i rischi legati alla sicurezza IT. “Si tratta – conclude il documento – di un impegno strategico che
incoraggia la collaborazione di tutte le parti interessate (amministrazione e aziende) che non impedisce in alcun modo alle imprese stipulare contratti con il governo.

30 Giugno 2010