Agcom: alle tv nazionali la prima fila sul telecomando

LA GUERRA DEI TASTI

Via libera dell'Authority al piano di numerazione automatica. Dall'1 al 9 ai canali nazionali, alle tv locali i tasti dal 10 al 19. Aeranti-Corallo: siamo soddisfatti. Ma dal Veneto e dalla Sardegna si annunciano proteste

Via libera definitivo da parte dell'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni (con il voto contrario di Enzo Savarese e l'astensione di Gianluigi Magri) al piano di numerazione automatica dei canali sul nuovo telecomando digitale. Il Consiglio dell'organismo di garanzia, presieduto da Corrado Calabrò - spiega una nota - ha formalizzato oggi la decisione assunta nella riunione dell'8 luglio. Il piano, che ha valenza su tutto il territorio nazionale, e comporta l'individuazione di un range di numerazione per categoria di programmi (canali generalisti nazionali, canali locali, canali a diffusione nazionale suddivisi per generi di programmazione) ha assegnato: - ai canali generalisti nazionali: i numeri da 1 a 9 e a partire dal numero 20 del primo arco di numerazione; - alle emittenti locali: i numeri da 10 a 19 e da 71 alla fine del primo arco di numerazione; - alle emittenti locali sono stati inoltre assegnati: i medesimi blocchi attribuiti con riferimento al primo arco di numerazione anche per il secondo e terzo arco di numerazione, nonché tutto il settimo arco di numerazione (700-800); - ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro sono attribuiti i numeri fino a 70 del primo arco di numerazione, suddivisi nei seguenti generi di programmazione: semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite; - ai servizi di media audiovisivi a pagamento sono riservati il quarto e quinto arco di numerazione.

Nel definire il piano di numerazione automatica, l'Agcom - dice la nota - "si e' attenuta doverosamente ai criteri stabiliti dalla legge (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, Dlgs 44/2010) che prevedono: a) garanzia della semplicita' d'uso del sistema di ordinamento automatico dei canali; b) rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali; c) suddivisione delle numerazioni dei canali a diffusione nazionale sulla base del criterio della programmazione prevalente, in relazione ai seguenti generi di programmazione: semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite; d) individuazione di numerazioni specifiche per i servizi di media audiovisivi a pagamento".

La soluzione adottata in materia di Lcn e' il frutto della consultazione pubblica indetta dall'Autorita' lo scorso aprile.
Al fine di verificare attitudini e preferenze del pubblico - ricorda ancora l'Autorita' - e' stato inoltre effettuato un sondaggio condotto da una societa' specializzata, che ha evidenziato, nella sintonizzazione dei canali del sistema digitale, la prevalenza nelle prime posizioni del telecomando (numeri da 1 a 9) delle emittenti televisive nazionali ex analogiche. Cio' conferma la correttezza dell'ipotesi posta in consultazione, in merito alla quale si sono dichiarate favorevoli le principali associazioni delle emittenti. Dal sondaggio e' emerso che oltre il 70% degli utenti ha un decoder o un televisore integrato e che una percentuale significativa (57%) ha ordinato i programmi secondo le proprie preferenze.

L'Autorita' ha quindi voluto innanzitutto ribadire la liberta' per l'utente di riorganizzare la lista canali secondo le preferenze individuali. Inoltre ha stabilito che le posizioni 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900 sono riservate ai servizi di interesse generale come le guide ai programmi, i canali mosaico e tutti gli aiuti alla navigazione e alla libera scelta dei programmi. In quest'ottica, l'Agcom ha confermato l'introduzione, per i decoder digitali terrestri, di una modalita' di navigazione aggiuntiva rispetto all'ordinamento automatico, che consentira' di visualizzare la lista di tutti i canali disponibili.'

'Grande soddisfazione'', da parte di Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, l'associazione di categoria delle imprese radiotv locali: “Piano necessario - dice Rossignoli - in quanto la mancanza di regolamentazione in materia ha causato gravissimi disagi alle imprese e ai telespettatori nelle sei aree del Paese già digitalizzate”. Confermando comunque l’auspicio di un ripensamento da parte di Agcom del Piano frequenze, viene espressa soddisfazione anche ''per la conferma delle numerazioni 1-9 per le tv nazionali e 10-19 per le tv locali'', che consente a queste ultime di ''disporre di 10 numeri consecutivi sul telecomando'' e ''evita discriminazioni tra le diverse tv locali”.

Ma la soddisfazione non è unanime: ''La decisione di escludere le tv locali dalla numerazione dall'1 al 9 si spiega solo con un'insolazione” è il commento di Davide Caparini (Lega Nord), segretario di presidenza in Commissione Vigilanza Rai mentreSilvestro Ladu (Pdl) presidente della Commissione informazione del Consiglio regionale della Sardegna ritiene la decisione Agcom uno “sgarbo istituzionale”.

Contro il Piano anche l'Ordine dei giornalisti del Veneto che invia una nota al viceministro alle comunicazioni Paolo Romani e al presidente dell'Agcom Corrado Calabro' per esprimere ''preoccupazione di fronte al Piano che privilegia l'emittenza nazionale a scapito delle televisioni locali della regione''. Sul Piano frequenze si muove anche Marco Frattini ministro degli Esteri che annuncia un incontro con Romani.

15 Luglio 2010