Il Times online a pagamento: nessun tracollo dei click

EDITORIA

Perso il 66% dei lettori contro le stime degli analisti che si attendevano un'emorragia del 90%

di Federica Meta
Calano gli utenti per il sito a pagamento del Times, ma il crollo – quasi del 90% - previsto non c’è stato. Il portale del più prestigioso giornale britannico, di proprietà di Rupert Murdoch, ha fatto registrare un calo del 66% dei lettori “online” che, dallo scorso 2 luglio devono pagare per leggere le notizie complete (per ora una sterlina al mese; in futuro 8,5 sterline al mese con la possibilità di sottoscrivere abbonamenti giornalieri e settimanali).

Ma l’emorragia non si è concentrata nei giorni successivi all’attivazione del paywall. Secondo i dati elaborati da Experian Hitwise – scrive il Sole 24Ore – il maggior crollo (-58%) di accessi al sito del Times è avvenuto durante le 5 settimane prima dell’attivazione del servizio a pagamento, quando si richiedeva solo una registrazione gratuita.

Nelle ultime due settimane, invece, il calo è stato più modesto. Chi si è registrato dunque, accettando di pagare per leggere le news, ha “replicato” il comportamento che porta avanti in edicola ovvero tirare fuori i soldi per accedere alle informazioni.
L’esperimento di Murdoch continua ad essere nel mirino degli osservatori. Il blog Beehivecity.com, che monitora i flussi delle carta stampata e online, ha analizzato il Times in versione cartacea e Internet: a giugno la diffusone del quotidiano era stata di 503.642 copie, 11.737 copie in meno rispetto a maggio. L’emorragia cartacea è stata ricompensata però da chi ha accettato il paywall ed è diventato “lettore digitale”: dal 2 luglio gli abbonati hanno raggiunto quota 27.500. La differenza - conclude il Sole, riportando le considerazioni del blog – tra i nuovi utenti online e i lettori carta in fuga è di 12.864. Bisogna vedere se il Times saprà trattenerli e farli crescere.

20 Luglio 2010